10 Dicembre 2018
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Codice Etico

CODICE ETICO



MODELLO DI ORGANIZ ZAZ IONE, GESTIONE E CONTROL LO AI SENSI DEL D.LGS. 8 GIUGNO 2001 N. 231 E
DEL L´ART. 7, COMMA 5 DEL LO STATUTO F. I .G. C.

Approvazione: Consiglio di Amministrazione dell´1 luglio 2013.

INDICE


0 PREMESSA

1 PRINCIPI ETICI GENERALI
1 . 1AMBITO DI APPLICAZION E DESTINATARI DEL CODICE
1 . 2RISPETTO DELLA LEGGE E DELLE NORMATIVE VIGENTI
1 . 3ESECUZIONE DELLE PRESTAZIONI PROFESSIONALI
1 . 4INFORMATIVA : USO E TUTELA
1 . 5IMPARZIALITÀ E NON DISCRIMINAZIONE
1 . 6CONCORRENZA
1 . 7IMMAGINE DELLA SOCIETÀ
1 . 8LEALTÀ SPORTIVA
1 . 9PRINCIPI SPECIFICI APPLICABILI AL SETTORE GIOVANILE
1 . 10VALORE DEL CODICE
1 . 11ORGANO DI RIFERIMENTO PER L´APPLICAZIONE DEL CODICE

2 REGOLE DI COMPORTAMENTO
2 . 1RELAZIONI CON I DIPENDENTI , I COLLABORATORI E I TESSERATI
2 . 2AMBIENTE, SICUREZZA E DOPING
2 . 3RELAZIONI CON GLI ORGANISMI FEDERALI E CON SOGGETTI DA QUESTI INCARICATI
2 . 4RELAZIONI CON ALTRI CLUB
2 . 5RELAZIONI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE O SOGGETTI INCARICATI DI UN PUBLICO SERVIZIO
2 . 6REGALI, OMAGGI ED ALTRE UTILITÀ
2 . 7DOVERI DEI DESTINATARI
2 . 7.1INFORMATIVA E TRACCIABILITÀ DELLA DOCUMENTAZIONE
2 . 7.2CONFLITTO D´INTERESSI
2 . 7.3USO CORRETTO DEI BENI AZIENDALI
2 . 7.4RAPPORTI TRA TESSERATI
2 . 8SELEZIONE E RAPPORTI CONTRATTUALI CON I FORNITORI
2 . 9 GESTIONE CONTABILE
2 . 10 TUTELA DEI DATI PERSONALI
2 . 11 DIVIETO DI DETENZIONE DI MATERIALE PORNOGRAFICO
2 . 12 GESTIONE DI DENARO, BENI O ALTRE UTILITÀ
2 . 13 INFORMAZIONI RISERVATE

3 REGOLE DI COMPORTAMENTO NEI RAPPORTI CON L ´ESTERNO ED ALL´INTERNO DELLA SOCIETA´
3 . 1 PARTITI, ORGANIZZAZIONI SINDACALI E ASSOCIAZIONI
3 . 2 CONTRIBUTI E SPONSORIZZAZIONI
3 . 3 MASS MEDIA
3 . 4 RAPPORTI CON ITIFOSI
3 . 5 RAPPORTI CON GENITORI O DI CHI ESERCITA LA PATRIA POTESTA´ DEI MINORENNI TESSERATI
3 . 6 REGOLAMENTO DI DISCIPLINA E COMPORTAMENTO INETRNO
3 . 7 DISPOSIZIONI PERMANENTI PER I CALCIATORI DEL SETTORE GIOVANILE
3 . 8 UNA LETTERA PER RIFLETTERE “CARO PAPA´”

4 ATTUAZIONE DEL CODICE
4 . 1 PREVENZIONE
4 . 2 SEGNALAZIONI
4 . 3 SANZIONI
4 . 4 ENTRATA IN VIGORE DEL CODICE ED AGGIORNAMENTI

5 RECAPITO DEL GARANTE DEL CODICE








PREMESSA
Codice Etico dell´ASD GRANAMICA. (di seguito la “Società”), definisce l´insieme dei valori e dei principi di condotta rilevanti per la Società, evidenziando l´insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dei soggetti destinatari del Codice stesso.
Il presente Codice Etico (di seguito anche il “Codice”) è finalizzato a consentire la divulgazione e la condivisione di detti valori e principi all´interno della Società, nonché a fungere da elemento distintivo e qualificativo della medesima nei rapporti con i terzi.
In particolare, valore primario per la Società è l´osservanza dell´etica sportiva, intesa come onestà, lealtà, correttezza e conformità alle leggi.
Questo Codice costituisce parte integrante del “Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo” previsto dall´art. 6 del Decreto Legislativo 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e, al contempo, si pone quale strumento idoneo alla prevenzione di eventuali comportamenti illeciti e integranti fattispecie di reato.
Esso costituisce altresì adempimento della prescrizione di cui all´art. 7 comma 5 dello Statuto della Federazione Italiana Giuoco Calcio (di seguito “F.I.G.C.”).
Il presente Codice ha l´obiettivo di mantenere un adeguato livello di correttezza ed eticità nell´ambito della conduzione delle attività proprie della Società attraverso la migliore diffusione e condivisione dei principi etici ivi affermati:
•Nelle relazioni interne della Società;
•Nelle relazioni, commerciali e non, tra la Società e soggetti terzi, estranei all´ordinamento sportivo;
•Nelle relazioni tra la società e soggetti terzi che siano affiliati, tesserati o licenziati dalla F.I.G.C. o dalle altre Federazioni sportive calcistiche
Il presente documento è stato approvato dagli organi dirigenti della Società che s´impegna a garantirne la più ampia divulgazione a tutti i destinatari e al pubblico in generale, anche mediante la pubblicazione del medesimo sia sul sito internet (www.granamica.it) sia nella rete intranet della Società medesima.

1 PRINCIPI ETICI GENERALI
1 . 1 AMBITO DI APPLICAZIONE E DESTINATARI DEL CODICE
I principi e le disposizioni del presente Codice costituiscono specificazioni degli obblighi generali di lealtà, correttezza e probità che qualificano l´adempimento delle prestazioni sportive e lavorative ed il comportamento di tutti i Destinatari, come di seguito definiti. Vengono definiti “Destinatari” tutti i soggetti cui si applicano le norme del presente Codice, e precisamente:
•I componenti dell´organo dirigente e del Collegio Sindacale, i Dirigenti e qualunque altro soggetto in posizione apicale, per tale intendendosi qualsiasi persona che rivesta funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione, o eserciti, anche di fatto, la gestione della Società, ovunque essi operino, sia in Italia che all´estero (gli “Esponenti della Società”);
•b) tutto il personale dipendente della Società, ivi compresi i lavoratori a termine o a tempo parziale, volontari e i lavoratori ad essi assimilati;
•c) gli sportivi professionisti di cui all´art. 2 L. 23 marzo 1981, n. 91, nonché lo staff medico ed i tesserati in generale;
•d) tutti coloro che, direttamente o indirettamente, stabilmente o temporaneamente, instaurano con la Società stessa rapporti e relazioni, o, comunque, operano per perseguirne gli obiettivi, in tutti i Paesi in cui la Società si trova ad operare;
•e) i consulenti esterni ed in generale le persone fisiche che intrattengono o che vorranno intrattenere rapporti commerciali con la Società per proprio conto o per conto delle persone giuridiche che rappresentano.
Il Codice costituisce un insieme di principi la cui osservanza è di fondamentale importanza per il regolare svolgimento dell´attività sportiva, per il buon funzionamento e l´affidabilità della gestione e per l´immagine della Società. Esso è messo a disposizione di tutti i Destinatari, che sono tenuti ad osservarne le disposizioni sia nei rapporti tra loro (c.d. rapporti interni), sia nei rapporti con i terzi (c.d. rapporti esterni), a contribuire attivamente alla sua attuazione ed a segnalarne eventuali carenze alla competente funzione di riferimento. Tutte le azioni, le operazioni e le negoziazioni compiute e, in genere, i comportamenti posti in essere dai Destinatari nello svolgimento dell´attività sportiva e lavorativa o delle prestazioni svolte in favore e/o nei confronti della Società sono pertanto ispirati alla massima correttezza (“fair play”), alla completezza e trasparenza delle informazioni, salvi i limiti consoni a corrette trattative negoziali, alla legittimità sotto l´aspetto formale e sostanziale e alla chiarezza e verità nei riscontri contabili secondo le norme vigenti e le procedure interne. In particolare, compete agli Esponenti della Società dare concretezza ai valori e ai principi contenuti nel Codice, facendosi carico delle responsabilità verso l´interno e verso l´esterno e rafforzando la fiducia, la coesione e lo spirito di gruppo. Essi, nel dovuto rispetto della legge e delle normative vigenti, adeguano le proprie azioni e i propri comportamenti ai principi, agli obiettivi ed agli impegni previsti dal Codice. L´organo dirigente, nel fissare le strategie e gli obiettivi della Società, nel proporre gli investimenti e realizzare i progetti, nonché in qualsiasi decisione o azione relativa alla gestione della medesima, si ispira ai principi contenuti nel Codice. Per la piena osservanza del Codice, ciascun Destinatario, qualora venga a conoscenza di situazioni che, effettivamente o potenzialmente, possono rappresentare una violazione dello stesso Codice, deve darne tempestiva segnalazione al proprio diretto responsabile e/o al Garante del Codice, con le modalità che verranno successivamente definite.

1 . 2 RISPETTO DELLA LEGGE E DELLE NORMATIVE VIGENTI
La Società s´impegna a condurre la propria attività nel rispetto delle normative comunitarie, nazionali ed internazionali, sia di natura civile che sportiva, respingendo la corruzione e ogni pratica illegale e profondendo il massimo sforzo, per quanto di propria competenza, nell´attuazione delle iniziative dirette alla lotta alla violenza, al razzismo e, in genere, all´eversione dell´ordine pubblico. I Destinatari, nell´esecuzione dei doveri propri del loro incarico, sono tenuti al rispetto delle leggi vigenti, della normativa sportiva di riferimento e del presente Codice. I Destinatari devono evitare di trovarsi, nel corso dello svolgimento delle rispettive attività, in una qualsiasi situazione in grado di generare conflitto d´interessi, reale e/o potenziale con la Società stessa. Per situazione di "conflitto d´interessi" s´intende quella in cui sia perseguito un interesse diverso da quello della Società e/o un vantaggio di natura personale. Nessun comportamento contrario alle predette normative e al presente Codice, posto in essere dai Destinatari nell´esecuzione delle mansioni o degli incarichi affidati, anche se motivato dal perseguimento di un interesse della Società, può considerarsi giustificato, e comporterà l´adozione di provvedimenti sanzionatori da parte della Società medesima.

1 . 3 ESECUZIONE DELLE PRESTAZIONI PROFESSIONALI
La Società ritiene di fondamentale importanza fornire ai propri interlocutori ed ai soggetti con i quali si rapporta nello svolgimento della propria attività, prestazioni di elevato livello qualitativo. I Destinatari, nelle azioni o operazioni compiute a favore o per conto della Società, devono operare con diligenza, responsabilità e professionalità, utilizzando al meglio gli strumenti e il tempo a loro disposizione ed assumendo, in funzione del ruolo ricoperto, le responsabilità connesse alle proprie azioni o omissioni; in particolare, analogo comportamento è richiesto allo lo staff tecnico e medico, ed in generale ai tesserati della Società.

1 . 4 INFORMATIVA : USO E TUTELA
Nei rapporti esterni la Società ritiene proprio dovere ed interesse fornire ai soci, fornitori, istituzioni finanziarie, organismi sportivi e, in genere, salvi i limiti consoni a corrette trattative negoziali, a terzi, informazioni complete, trasparenti, comprensibili e accurate, nel rispetto delle normative vigenti, sia statali che sportive. I Destinatari assicurano la massima riservatezza relativamente a notizie ed informazioni costituenti il patrimonio della Società o inerenti all´attività della medesima, nel rispetto delle disposizioni di legge, dei regolamenti vigenti e delle procedure interne.

1 . 5 IMPARZIALITÀ E NON DISCRIMINAZIONE
La Società considera la parità di trattamento un valore fondamentale nello svolgimento di ogni relazione sia interna che esterna alla Società. La Società respinge, contrasta e sanziona qualunque atteggiamento, anche solo apparentemente discriminatorio, che riguardi nazionalità, stato di salute, età, sesso, religione, orientamenti religiosi, politici, morali o filosofici, preferenze o attitudini sessuali, dei suoi interlocutori. I Destinatari, nello svolgimento dei rispettivi doveri professionali, devono attenersi al criterio dell´imparzialità, evitando di preferire o agevolare persone o soluzioni, se non sulla base ed in considerazione di valutazioni tecnico-professionali riscontrabili.

1 . 6 CONCORRENZA
La Società impronta la propria attività al rispetto delle regole di leale concorrenza, che ritiene essere valore fondamentale ed imprescindibile per lo sviluppo della compagine sociale e per le esigenze del pubblico. Su tale principio di concorrenza leale deve essere imperniata anche tutta l´attività sportiva ed i comportamenti dei singoli tesserati nella gestione dei rapporti tra gli stessi e le diverse componenti dell´organizzazione calcistica nazionale ed internazionale.

1 . 7 IMMAGINE DELLA SOCIETÀ
La Società considera la propria immagine e la propria reputazione valori che devono essere tutelati e sviluppati anche attraverso la piena diffusione, condivisione ed osservanza dei principi etici, di lealtà e correttezza sportiva contenuti nel presente Codice. I Destinatari dovranno, pertanto, astenersi da qualunque comportamento, sia in pubblico sia in privato, che possa ledere l´immagine della Società, ed adoperarsi al meglio per garantire il rispetto della stessa. Ciò anche in tutte le occasioni in cui i singoli tesserati partecipano a competizioni con le rispettive squadre Nazionali.

1 . 8 LEALTÀ SPORTIVA
La Società conforma la propria attività al principio di lealtà sportiva. I Destinatari devono astenersi dal porre in essere qualsiasi atto o comportamento che sia diretto ad alterare lo svolgimento o il risultato di una competizione sportiva, ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica. La Società condanna altresì qualsiasi atto o comportamento volto ad ottenere fraudolentemente l´iscrizione ad una competizione sportiva, od il tesseramento di un atleta in violazione od elusione delle norme federali e delle leggi in vigore.

1 . 9 PRINCIPI SPECIFICI APPLICABILI AL SETTORE GIOVANILE
Costituisce un valore primario per la Società la promozione di valori positivi nello sport giovanile, nella consapevolezza che il buon esempio ai giovani è la più immediata forma di educazione al rispetto reciproco. A tal fine è richiesta ai Destinatari, e in particolare ai soggetti che operano nell´ambito del settore giovanile, l´osservanza dei principi, degli obblighi e dei divieti di cui al presente Codice. L´attività del settore giovanile è organizzata in modo tale che:
•gli addetti al settore (educatori, dirigenti, allenatori, tecnici, medici, ecc.) abbiano idonea professionalità e vigilino costantemente sui minorenni affidati alla Società, evitando che gli stessi restino senza sorveglianza;
•le relazioni con i ragazzi si svolgano in maniera ineccepibile sotto il profilo della correttezza morale, non essendo tollerata alcuna forma di abuso sia psicologico che fisico;
•l´impegno sportivo ed agonistico richiesto, in relazione all´età, sia adeguato alle condizioni fisiche ed al livello di preparazione raggiunto;
•la guida e l´educazione dei giovani sia condotta in accordo con modelli che valorizzino i principi etici e morali in generale, ed il fair play nello sport in particolare, favorendo la crescita individuale di ogni giocatore, ed evitando che i ragazzi maturino aspettative sproporzionate alle proprie possibilità.

1 . 10 VALORE DEL CODICE
La violazione delle sopra citate norme da parte dei Destinatari costituirà inadempimento alle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro o di collaborazione, con ogni conseguenza di legge o di contratto. La Società si impegna a prevedere ed irrogare, con coerenza, imparzialità ed uniformità, sanzioni disciplinari proporzionate alle violazioni del Codice e conformi alle vigenti disposizioni legislative in materia di regolamentazione dei rapporti di lavoro.

1 . 1 1 ORGANO DI RIFERIMENTO PER L´APPLICAZIONE DEL CODICE
Organo di riferimento per l´applicazione del Codice è iI Garante del Codice, individuato nell´Organismo di Vigilanza della Società (di seguito “OdV”) ai sensi del D.Lgs. 231/2001, che ha il compito di esaminare le notizie di possibili violazioni e di promuovere le istruttorie e le verifiche più opportune, nonché di proporre all´organo competente l´irrogazione delle conseguenti sanzioni. Il Garante costituisce anche il punto di riferimento per l´interpretazione di aspetti rilevanti del Codice.

2 REGOL E DI COMPORTAMENTO
2 . 1 RELAZIONI CON I DIPENDENTI, I COLLABORATORI E I TESSERATI
La Società riconosce la centralità delle risorse umane, quale principale fattore di successo di ogni attività economica e sportiva, in un quadro di lealtà e fiducia reciproche tra Esponenti della Società, dipendenti, tesserati e collaboratori. La selezione, la formazione, la gestione e lo sviluppo del personale dipendente e non (collaboratori, professionisti, ecc.) sono effettuate senza discriminazione alcuna, secondo criteri di merito, di competenza e di professionalità. La selezione, valutazione ed assunzione del personale è effettuata sulla base della corrispondenza dei profili dei candidati alle necessità ed alle esigenze della Società, nel rispetto delle pari opportunità per tutti i soggetti interessati. Le informazioni richieste sono strettamente collegate alla verifica degli aspetti previsti dal profilo professionale e psicoattitudinale, nel rispetto della sfera privata e delle opinioni del candidato. I dati così raccolti saranno conservati e gestiti secondo la normativa e le procedure previste in materia di privacy (D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196). Tutto il personale è assunto dalla Società con regolare contratto di lavoro o con rapporto di volontariato. Il rapporto di lavoro si svolge nel rispetto della normativa contrattuale collettiva e della normativa previdenziale, fiscale ed assicurativa. Non è tollerata alcuna forma di lavoro o di retribuzione “in nero”. Gli sportivi professionisti di cui all´art. 2 della legge 23 marzo 1981, n. 91 sono assunti nel rispetto delle prescrizioni ivi previste e in conformità alle normative federali ed agli accordi collettivi vigenti. L´acquisizione e la valutazione dei tesserati è effettuata tenendo conto, oltre a quanto sopra indicato, della politica degli investimenti e del monte ingaggi previsto dalla Società per ciascuna stagione sportiva, in sede di definizione del budget.

2 . 2 AMBIENTE , SICUREZZA E DOPING
La Società opera per preservare, attraverso attività preventive, la salute e la sicurezza dei dipendenti, dei tesserati e dei collaboratori, e garantisce condizioni di lavoro rispettose della dignità individuale e ambienti di lavoro sicuri e salubri, nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di tutela ambientale, prevenzione degli infortuni sul lavoro e protezione dei lavoratori. La Società è particolarmente sensibile alla tutela sanitaria dei propri atleti, sia della prima squadra sia del Settore Giovanile; la Società basa tutte le proprie attività sportive sul corretto uso e somministrazione dei farmaci, nel rispetto delle normative vigenti in materia di doping nazionali ed internazionali. La Società respinge l´uso di qualsiasi sostanza contraria alla normativa antidoping e verifica con estrema attenzione il rispetto di tali principi da parte di ciascun proprio tesserato, considerandolo elemento qualificante ed essenziale del rapporto di lavoro tra lo stesso e la Società.

2 . 3 RELAZIONI CON GLI ORGANISMI FEDERALI E CON SOGGETTI DA QUESTI INCARICATI
I rapporti tra la Società e le istituzioni e le autorità sportive (a titolo esemplificativo ma non esaustivo F.I.F.A., U.E.F.A., F.I.G.C., Lega Nazionale Professionisti Serie B, CO.VI.SOC., C.O.N.I., A.I.A.), nonché con i rappresentanti delle medesime (dipendenti, incaricati, esponenti, arbitri, giudici), sono intrattenuti esclusivamente da soggetti incaricati dalla Società stessa, in conformità alla normativa statale e sportiva applicabile. Fatto salvo l´esercizio del diritto di difesa e il sindacato, nei limiti e forme consentiti, delle decisioni di organi giudicanti, i Destinatari devono astenersi dal tentare d´influenzare in qualsiasi modo le decisioni dei predetti organi, in particolare laddove svolgano attività giurisdizionale. Le relazioni devono essere sempre basate sulla trasparenza e sulla correttezza, nonché sui principi descritti nel presente Codice Etico. I Destinatari devono cooperare, se richiesto, con le autorità e le istituzioni sportive al fine di agevolarne l´attività. In particolare, hanno il dovere di presentarsi dinnanzi agli organi di Giustizia Sportiva e di produrre tutti i documenti richiesti dai medesimi o dalla CO.VI.SOC. I Destinatari hanno altresì il dovere di informare le istituzioni sportive di eventuali fatti illeciti di cui abbiano conoscenza. La Società ripudia ogni forma di corruzione o tentativo di corruzione.
2 . 4 RELAZIONI CON ALTRI CLUB
La Società impronta relazioni e rapporti di affari con altri club nazionali ed internazionali a criteri di correttezza e lealtà sportiva, e li conduce nel rispetto dei regolamenti sportivi nazionali ed internazionali, nonché delle leggi vigenti.

2 . 5 RELAZIONI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE O SOGGETTI INCARICATI DI UN PUBBLICO SERVIZIO
I Destinatari devono astenersi dal tentare di influenzare indebitamente in qualsiasi modo le decisioni della Pubblica Amministrazione o dei soggetti incaricati di un pubblico servizio. I Destinatari devono altresì astenersi dal tentare di ottenere dalla Pubblica Amministrazione informazioni riservate che possano compromettere il corretto operato della Società e della Pubblica Amministrazione. Ove ragionevolmente possibile i rapporti tra i Destinatari e la Pubblica Amministrazione devono essere documentati per iscritto, in modo che all´evenienza la natura e le concrete modalità di svolgimento di tali relazioni possano essere controllate. I Destinatari devono astenersi dall´offrire denaro o doni a dirigenti, funzionari o dipendenti della Pubblica Amministrazione o a loro parenti, sia in Italia che all´estero, salvo che si tratti di doni o utilità d´uso di modico valore rientranti nella normale cortesia. I Destinatari devono astenersi dall´accettare qualsiasi oggetto, servizio, prestazione o favore per ottenere un trattamento più favorevole in relazione a qualsiasi rapporto intrattenuto con la Pubblica Amministrazione. Se i Destinatari si servono dei servizi di un soggetto terzo per farsi rappresentare nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, i Destinatari devono adoperarsi affinché tale soggetto terzo si impegni a conformare il suo operato ai principi descritti nel presente Codice.

2 . 6 REGALI , OMAGGI ED ALTRE UTILITÀ
Non è ammessa alcuna forma di regalo che possa anche solo essere interpretata come eccedente le normali pratiche commerciali o di cortesia, o comunque rivolta ad acquisire trattamenti di favore nella conduzione di qualsiasi attività ricollegabile alla Società. In particolare, è vietata qualsiasi forma di regalo a funzionari pubblici o a loro familiari, che possa influenzare il giudizio o indurre ad ottenere un qualsiasi tipo di facilitazione. Tale norma concerne sia i regali promessi od offerti, sia quelli ricevuti. Si precisa che per regalo deve intendersi qualsiasi tipo di beneficio od utilità (ad es. promessa di un´offerta di lavoro, ecc.). Particolare sensibilità è manifestata dalla Società nelle proprie relazioni con le diverse componenti della F.I.G.C. e, in particolare, con l´Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.), e richiede ai Destinatari, con particolare riguardo ai tesserati, di mantenere comportamenti conformi ai dettami del presente Codice unitamente al massimo rispetto della normativa federale e delle leggi vigenti. In ogni caso, i regali, gli omaggi e le altre utilità che vengano offerti ai Destinatari, salvo che di modico valore, devono essere autorizzati e documentati in modo adeguato per consentire verifiche, secondo le prassi o le procedure interne esistenti.

2 . 7 DOVERI DEI DESTINATARI
I Destinatari devono tenere comportamenti improntati a lealtà e correttezza, al fine di rispettare gli obblighi sottoscritti nel contratto di lavoro, quelli derivanti dall´appartenenza all´ordinamento sportivo per il tramite del tesseramento e quantoprevisto dal Codice.

2 . 7 . 1 INFORMATIVA E TRACCIABILITÀ DELLA DOCUMENTAZIONE
I Destinatari devono conoscere ed attuare quanto previsto internamente in tema di sicurezza delle informazioni per garantirne l´integrità, la riservatezza e la disponibilità. La crescente importanza della tecnologia informatica richiede di assicurare ladisponibilità, sicurezza, integrità e massima efficienza dei dati della Società trasmessi o memorizzati elettronicamente. Ogni Destinatario è pertanto tenuto a:
•non utilizzare strumenti informatici per scopi personali e comunque estranei a quelli della Società;
•non inviare messaggi di posta elettronica minatori e ingiuriosi, non ricorrere a linguaggio osceno o comunque di basso livello, non esprimere commenti inappropriati o indesiderabili che possano arrecare offesa alla persona e/o danno all´immagine della Società e che costituiscano comunque una violazione dei valori e delle politiche della medesima quali, ad esempio, molestie sessuali, razziali e altre forme di discriminazione;
•evitare lo spamming o le c.d. “catene di Sant´Antonio” che possano generare un traffico di dati/informazioni/processi all´interno della rete telematica tale da ridurre sensibilmente l´efficienza della rete con impatti negativi sulla produttività;
•non navigare su siti internet con contenuti pornografici e pedopornografici, e comunque indecorosi, offensivi o contrari alle leggi e alla morale comune;
•adottare scrupolosamente quanto previsto dalle politiche di sicurezza della Società, al fine di non compromettere le funzionalità e la protezione dei sistemi informativi;
•evitare di caricare sui sistemi della Società software presi a prestito o non autorizzati, nonché di effettuare copie non autorizzate di programmi protetti da privativa per uso personale, della Società o di terzi.
Ciascun Destinatario deve conservare, compatibilmente con le procedure della Società, adeguata documentazione di ogni operazione effettuata, al fine di poter procedere in ogni momento a verificare le motivazioni e le caratteristiche dell´operazione nelle fasi di autorizzazione, effettuazione, registrazione e verifica dell´operazione stessa.

2 . 7 . 2 CONFLITTO D´INTERESSI
I Destinatari devono evitare situazioni e/o attività che li pongano in conflitto di interessi con quelli della Società o che potrebbero interferire con la loro capacità di prendere decisioni imparziali. Ai fini del presente Codice, una situazione di conflitto d´interessi si verifica ad esempio quando l´impegno richiesto ad un Destinatario per lo svolgimento di una specifica attività può venire meno in ragione della contestuale titolarità o rappresentanza di interessi configgenti con quelli propri dell´attività medesima. Gli elementi rivelatori di un conflitto di interessi sono quindi: (i) la titolarità o la rappresentanza di più interessi in capo al medesimo Destinatario; (ii) il conflitto tra tali interessi; la riferibilità di tali interessi alla medesima attività. I Destinatari che si trovano in una situazione di conflitto d´interessi, attuale o potenziale, devono segnalarlo alla Società e/o al Garante del Codice.

2 . 7 . 3 USO CORRETTO DEI BENI DELLA SOCIETÀ
Ogni Destinatario è responsabile della protezione e dell´uso corretto dei beni della Società, materiali e non, ivi incluse le informazioni riservate e le risorse informatiche e di rete, ed ha il dovere di informare tempestivamente le strutture preposte di eventuali minacce o eventi dannosi per la Società. In particolare ogni Destinatario deve:
•operare con diligenza per tutelare i beni della Società, attraverso comportamenti responsabili ed in linea con le procedure operative predisposte per regolamentare l´utilizzo degli stessi;
•evitare utilizzi impropri dei beni della Società per finalità contrarie a norme imperative di legge, all´ordine pubblico o al buon costume, nonché per commettere o indurre alla commissione di reati e/o comunque all´intolleranza razziale, all´esaltazione della violenza o alla violazione dei diritti umani;
•ottenere le autorizzazioni necessarie nell´eventualità di un utilizzo del bene fuori dall´ambito della Società.
L´utilizzo dei beni della Società per qualunque fine al di fuori dell´attività aziendale può provocare seri danni (economici, di immagine, di competitività, ecc.) alla Società, con l´aggravante che un uso improprio può comportare per la stessa potenziali sanzioni penali ed amministrative per eventuali illeciti e la necessità di intraprendere provvedimenti disciplinari nei confronti dei Destinatari.

2 . 7 . 4 RAPPORTI TRA TESSERATI
E´ fatto divieto, laddove non espressamente autorizzati, ai dirigenti della Società, ai soci ed ai tesserati di svolgere qualsiasi attività inerente il trasferimento, la cessione di contratto e il tesseramento di calciatori e tecnici se non nell´esclusivo interesse della Società e nel pieno rispetto delle norme sportive applicabili. Inoltre è fatto divieto di avvalersi e/o avere contatti con mediatori, agenti di calciatori o tesserati inibiti o squalificati. Nei rapporti con gli sportivi professionisti di cui all´art. 2 legge 23 marzo 1981, n. 91, nonché con mediatori o agenti di calciatori, è vietato stipulare contratti non consentiti dalle norme sportive vigenti e/o corrispondere compensi, premi o indennità non giustificati o in violazione delle norme medesime. E´ fatto divieto di alterare lo svolgimento e/o il risultato delle competizioni sportive, con qualunque atto o mezzo, nonché di effettuare o accettare scommesse, direttamente o per interposta persona, nonché di agevolare scommesse di altri, che abbiano ad oggetto i risultati relativi alle competizioni cui la Società partecipa.
2 . 8 SELEZIONE E RAPPORTI CONTRATTUALI CON I FORNITORI
I rapporti della Società con fornitori e terzi in genere, pubblici o privati, devono essere condotti in conformità alla legge e nel rispetto dei principi di correttezza, trasparenza e verificabilità, anche se tenuti per il tramite di soggetti terzi. La selezione dei fornitori e la formulazione delle condizioni di acquisto dei beni e servizi per la Società è ispirata al rispetto dei valori di concorrenza, obiettività, correttezza, imparzialità, equità nel prezzo, qualità del bene e/o del servizio, previa valutazione accurata delle garanzie di assistenza e del panorama delle offerte in genere. I processi di acquisto devono essere improntati alla ricerca del massimo vantaggio per la Società ed alla lealtà ed imparzialità nei confronti di ogni fornitore in possesso dei requisiti richiesti. La stipula di un contratto con un fornitore deve sempre basarsi su rapporti di estrema chiarezza, evitando, ove possibile, l´assunzione di vincoli contrattuali che comportino forme di dipendenza verso il fornitore contraente. Ogni contratto dovrà contenere apposita clausola con la quale il fornitore si impegna al puntuale ed integrale rispetto dei principi del presente Codice, pena la facoltà della Società di risolvere il rapporto e di agire per il risarcimento degli eventuali danni. Inoltre, al fine di garantire il rispetto della persona, la Società, nella scelta dei fornitori (soprattutto nei Paesi definiti “a rischio” da organizzazioni riconosciute) si ispira a criteri che privilegino chi garantisce ai lavoratori il rispetto dei diritti fondamentali, dei principi di parità di trattamento e di non discriminazione, nonché la tutela del lavoro minorile. La Società si riserva di adottare ogni misura idonea, inclusa la risoluzione del contratto, nel caso in cui i fornitori agiscano in violazione delle disposizioni del presente Codice.

2 . 9 GESTIONE CONTABILE
Tutti i fatti di gestione devono essere adeguatamente documentati, al fine di fornire una rappresentazione contabile che rifletta la natura e la sostanza di ciascuna operazione, secondo le prescrizioni di legge e regolamentari. Ciascuno, quando richiesto, è tenuto a collaborare, nell´ambito delle attività espletate, allo svolgimento delle attività di controllo e di revisione legalmente attribuite ai soci, agli organi sociali e ai revisori legali dei conti o ad Autorità di Vigilanza e Controllo specificamente previste dalla legge e dalla normativa federale affinché sia resa a tali soggetti un´informazione veritiera, corretta, completa e trasparente.

2 . 10 TUTELA DEI DATI PERSONALI
La Società, nell´espletamento della propria attività, al fine di garantire la tutela dei dati personali, s´impegna a trattare gli stessi nel rispetto delle normative di riferimento ed in particolare in conformità ai seguenti criteri: trasparenza nei confronti dei soggetti a cui i dati si riferiscono, liceità e correttezza del trattamento, pertinenza del trattamento alle finalità dichiarate e perseguite, garanzia di sicurezza dei dati trattati. Costituisce “dato personale” qualsiasi informazione relativa a persona fisica o giuridica, ente od associazione, identificato o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero identificativo personale.

2 . 1 1 DIVIETO DI DETENZIONE DI MATERIALE PORNOGRAFICO
E´ fatto divieto assoluto di detenere, su supporti informatici o cartacei, presso i locali della Società ovvero divulgare mediante il sito web della Società o le pubblicazioni curate o promosse dalla Società medesima, materiale pornografico od immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto. Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali.

2 . 1 2 GESTIONE DI DENARO , BENI O ALTRE UTILITÀ
È vietato acquistare, ricevere od occultare o comunque intromettersi nel fareacquistare, ricevere od occultare denaro o cose provenienti da delitto. È del pari vietato trasferire o sostituire denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo ovvero compiere, in relazioni ad essi, altre operazioni che ne ostacolino l´identificazione della loro provenienza delittuosa. In ultimo, è vietato impiegare in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto. Al tal fine, è fatto obbligo a tutti i Destinatari di utilizzare la massima attenzione e prudenza, evitando di entrare in contatto con beni o altre utilità che, per la loro natura o per le particolari condizioni in cui si trovano o alle quali vengono negoziati, possano fare insorgere il sospetto di avere una provenienza illecita.

2 . 1 3 INFORMAZIONI RISERVATE
I documenti e le informazioni riservate della Società possono essere divulgate o comunicate all´esterno solo nel rispetto delle procedure aziendali. Le informazioni confidenziali ottenute in qualità di Destinatario non possono essere utilizzate a vantaggio personale dei Destinatari o di altri soggetti ad essi associati o correlati.

3 REGOLE DI COMPORTAMENTO NEI RAPPORTI CON L´ESTERNO
3 . 1 PARTITI , ORGANIZZAZIONI SINDACALI E ASSOCIAZIONI
La Società non finanzia, nè in Italia nè all´estero, partiti, loro rappresentanti o candidati, né effettua sponsorizzazioni di congressi o feste che abbiano un fine esclusivo di propaganda politica; si astiene da qualsiasi pressione diretta o indiretta ad esponenti politici (ad esempio, tramite concessione di strutture, accettazione di segnalazioni per le assunzioni, contratti di consulenza). La Società, inoltre, non eroga contributi ad organizzazioni con le quali può ravvisarsi un conflitto di interessi (quali sindacati, associazioni a tutela dei consumatori, ecc.). Sono possibili forme di cooperazione di tipo strettamente istituzionale quando: (i) la finalità sia riconducibile alla mission della Società o sia riferibile a progetti di pubblico interesse; (ii) la destinazione delle risorse sia chiara e documentabile; (iii) vi sia un´espressa autorizzazione da parte delle funzioni aziendali preposte.

3 . 2 CONTRIBUTI E SPONSORIZZAZIONI
La Società, ove se ne ravvisi l´opportunità, eroga contributi e sponsorizzazioni per iniziative culturali e sportive nel rispetto delle normative vigenti e dei principi contenuti nel presente Codice. Nella selezione delle iniziative culturali e sportive la Società, i dipendenti ed i collaboratori della stessa sono tenuti a evitare qualunque forma di conflitto di interessi (ad esempio, rapporti di parentela con i soggetti interessati o legami con organismi che possano, per i compiti che svolgono, favorire in qualche modo l´attività della Società). La Società si astiene dall´elargire contributi o utilità di altro tipo alle associazioni e/o gruppi di tifosi e supporters.

3 . 3 MASS MEDIA
La comunicazione ai mezzi di informazione svolge un ruolo importante ai fini della valorizzazione dell´immagine della Società. Pertanto i rapporti tra la Società ed i mass media spettano soltanto agli organi a ciò delegati, e devono essere svolti in coerenza con la politica e gli strumenti di comunicazione definiti dagli organi competenti, nonché con le leggi, le regole e le pratiche di condotta professionale. L´informazione verso l´esterno è ispirata a criteri di veridicità e trasparenza. E´ assolutamente vietato divulgare notizie false. I Destinatari sono tenuti a non fornire informazioni a organi di comunicazione, senza esserne stati specificamente e previamente autorizzati dalle funzioni competenti. La Società contrasta e respinge ogni forma di disinformazione e/o di diffusione non accurata e/o imprecisa di notizie che concernano sè stessa, la sua attività e il suo personale. Nei casi sopra evidenziati, saranno assunte tutte le iniziative più opportune dirette a tutelare l´immagine e gli interessi della Società e a garantire la correttezza dell´informazione riguardante la Società, ivi compresa quella di carattere legale.

3 . 4 RAPPORTI CON I TIFOSI
Nei rapporti con la tifoseria la Società si impegna a promuovere un tifo leale e responsabile. A tal fine, è fatto divieto di contribuire, con supporti finanziari, alla costituzione ed al mantenimento di gruppi, organizzati e non, di propri tifosi. La Società si impegna ad impedire l´introduzione e l´utilizzazione negli impianti sportivi di materiale pirotecnico, di strumenti/oggetti idonei ad offendere, di scritte o simboli recanti espressioni oscene, oltraggiose o, comunque, incitanti alla violenza e alla xenofobia. La Società ripudia e contrasta qualsiasi condotta che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o, comunque, inneggiante a comportamenti discriminatori.

3 . 5 RAPPORTI CON GENITORI O DI CHI ESERCITA LA PATRIA POTESTA´ DEI MINORENNI TESSERATI
3.5.1 La societa´ , si impegna ad insegnare calcio nell´osservanza delle regole e ad una corretta e sana applicazione dei principi di lealta´ sportiva.
3.5.2 La societa´ ,si impegna a far partecipare tutti gli atleti tesserati a manifestazioni sportive ( campionati e tornei)che si svolgeranno durante tutta la stagione agonistica,organizzati da federazioni o societa´ sportive,cui la suddetta societa´ iscrivera´ le proprie rappresentative
3.5.3 La societa´, si riserva´ altresi´ a suo insindacabile giudizio la possibilita´ di partecipare a manifestazioni sportive ( campionati,tornei)che si svolgeranno durante la regolare stagione agonistica,con rappresentative di categoria selezionate.
3.5.4 La societa´, nelle persone dei propri dirigenti,allenatori/educatori,sara´ disponibile in qualsiasi momento ad ascoltare e discutere con chi ne fara´ richiesta di eventuali problematiche di carattere educativo comportamentale dovessero sorgere.
3.5.5 La societa´,si dotera´ di un regolamento di disciplina e comportamento interno per una piu´ corretta formazione educativa e gestione dei tesserati . Il suddetto regolamento verra´ affisso all´interno degli spogliatoi e consegnato ad ogni tesserato e/o genitore o di chi ne fa le veci.
3.5.6 La societa´ nelle persone dei propri allenatori/educatori e dirigenti applichera´ senza distinzione alcuna il regolamento al cui punto 5 , al fine di mantenere una regolare convivenza e dare la possibilita´ a tutti gli atleti di potersi allenare e giocare in un ambiente sano ed in un contesto di massima educazione.


3 . 6 REGOLAMENTO DI DISCIPLINA E COMPORTAMENTO INETRNO
1.Le strutture sono determinanti per l´attività :
•Pertanto vanno rispettate le attrezzature, gli spogliatoi, le docce e tutti i materiali in uso per gli
allenamenti e le partite.
2.La pulizia è indice di buona educazione:
•Pertanto si deve evitare di sporcare i locali in uso, provvedendo a riporre negli appositi cestini (carta, recipienti, vuoti ed altro).
•Non si devono lavare le scarpe da gioco nei lavandini, ma nell´apposito luogo fuori dallo spogliatoio.
3.Gli atleti hanno l´obbligo di presentarsi sempre con il materiale della Società in ordine sia agli allenamenti, sia alle gare di campionato, sia amichevoli ed a eventuali manifestazioni.
4.Al termine di ogni gara si deve aver cura di riporre la divisa di gioco (maglia, calzoncini ecalzettoni) negli appositi contenitori.
5.Durante le trasferte si deve aver cura delle strutture messe a disposizione dalle società ospitanti.
6.Tutti devono collaborare al ritiro delle attrezzature usate durante gli allenamenti, in modo da riporlinegli appositi ripostigli.
7.Il buon atleta rispetta anche la puntualità degli altri:
•Pertanto tutti i tesserati hanno l´obbligo di prendere visione e di informarsi sui programmi settimanali, sia per gli allenamenti che per le gare in programma, che sono esposti nelle bacheche, e sito internet della societa´ avendo cura della massima puntualità agli orari indicati.
8.Il buon atleta deve avere un´etica personale:
•Pertanto si deve tenere in campo un comportamento decoroso, quindi avere la divisa a posto, tenendo la maglia dentro i calzoncini e i calzettoni allacciati al ginocchio senza lasciarli cadere di proposito.
9.Si deve tenere un comportamento corretto nei confronti del direttore di gara, senza gesticolare, reclamare e fare gesta di stizza.
10.Non si deve bestemmiare, reagire in malo modo in qualsiasi frangente, anche ad eventuali intemperanze del pubblico.
11.L´amicizia è fondamentale nella Società:
•Pertanto si devono evitare scherzi che possono provocare risentimenti, nonché schiamazzi e gesti inconsulti che possano pregiudicare l´andamento sereno della comunità.
12.Si deve avere il massimo rispetto di se stessi e di tutte le persone che operano nell´ambito della Società.
Le trasgressioni alle norme sopra indicate saranno valutate dalla Società per gli opportuni provvedimenti disciplinari.
3.7 DISPOSIZIONI PERMANENTI PER I CALCIATORI DEL SETTORE GIOVANILE
Per un´efficace azione addestrativa ed educativa e per una migliore organizzazione, si trasmettono qui elencate alcune disposizioni che i giovani calciatori sono tenuti ad osservare.
1. Giornate d´allenamento
•Presentarsi sempre con gli indumenti necessari dati in dotazione.
•Rispettare l´orario
•In caso di impedimento avvisare la segreteria e,per chi usufruisce del trasporto,in modo tale che si posasano avvertire gli autisti dei pulmini.
•Tutti debbono collaborare al ritiro delle attrezzature usate durante gli allenamenti, e riporle negli appositi ripostigli.
•Evitare di sporcare i locali in uso,provvedendo a riporre negli appositi cestini i rifiuti( carta bottiglie ecc).
•Rispettare le attrezzature ,gli spogliatoi,le docce e tutti i materiali in uso per gli allenamenti e le partite.
•A seduta conclusa fare sempre la doccia.
•Lavare le scarpe fuori dallo spogliatoio.

2.Giornate di gara.
•Gli atleti che non partecipano agli allenamenti ,di norma, non sono impiegati nelle gare.
•Al termine dell´ultimo allenamento settimanale i ragazzi dovranno consultare il foglio delle convocazioni diramate per le gare (sabato o domenica),sincerandosi dell´orario e del luogo di ritrovo.
•In caso di legittimo impedimento sopraggiunto, avvertire il dirigente accompagnatore in tempo utile.
•In caso di difficolta´ atmosferiche e ove possa nascere il legittimo sospettoche la gara no possa essere disputata, contattare telefonicamente il dirigente accompagnatore e se non diversamente avvisati presentarsi comunque presso il luogo di ritrovo designato.
•Massima educazione verso l´arbitro, i dirigenti, i compagni e gli avversari, evitare di gesticolare, reclamare e lasciarsi andare a gesta di stizza.
•Presentarsi in campo con la divisa da gioco in ordine tenendo un comportamento decoroso.
•Rispettare le strutture e i materiali ( durante le trasferte si deve avere cura delle strutture messe a disposizione dalle societa´ ospitanti).
3. Disposizioni generali.
•Non lasciare valori negli spogliatoi ed adottare le possibili cautele necessarie al fine di prevenire smarrimenti ed indebite sottrazioni.
•L´amicizia è fondamentale all´interno della società, si devono evitare quindi scherzi che possono provocare risentimenti, nonché gesti inconsulti che possono pregiudicare il sereno convivere all´interno della stessa.
4. Per i genitori.
•Evitare di entrare negli spogliatoi sia durante gli allenamenti che durante le gare ( tale disposizione esclude i genitori dei bambini della scuola calcio piccoli amici).
•Evitare di rivolgersi agli istruttori durante gli allenamenti, indirizzandosi per qualsiasi chiarimento agli addetti alla segreteria o al dirigente accompagnatore.
•Il consiglio direttivo della società ha deciso di regolare il proprio operato tenendo presente in maniera prioritaria quanto riportato dalla carta dei diritti dei ragazzi allo sport) Ginevra 1992-Commissione Tempo Libero O.N.U).
Tale documento, se rispettato, può essere estremamente utile. Non si tratta, infatti di un insieme di dogmi destinati a darsi buona coscienza, ma punti di riferimento nella pratica quotidiana che aiutano gli operatori sportivi ad evitare possibili errori. ecco in dettaglio, con un breve commento, i dieci punti della carta.
Diritto di divertirsi e di giocare:
si tratta di rispettare il modo in cui si gioca a questa eta´,dove si inventano magari regole personali di gioco ,tanto per cambiare, dove i ritmi di lavoro sono diversi, dove si è spesso alla ricerca dell´aspetto ludico. Sovente quando un ragazzo abbandona lo sport lo attribuisce alla troppa serieta´ dell´ambiente sportivo ed alla noia che prova durante gli allenamenti. E´ bene qui ricordare che nell´origine stessa della parola sport ( dal francese antico “desportes”) c´è la nozione di divertimento.
Diritto di fare sport:
ciò vuol dire che se un ragazzo vuole avvicinarsi alla disciplina sportiva di sua scelta, l´adulto non può negargli questa possibilità, ma deve offrire al giovane le condizioni che più si adattano al suo livello. Questi ragazzi obesi, poco abili, caratteriali o indisciplinati sono stati così allontanati dallo sport?
Diritto di beneficiare di un´ambiente sano:
oggi, nello sport di competizione, la lotta al doping e la promozione del fair- play sono obbiettivi comuni alla grande maggioranza delle federazioni sportive. Questi sono comportamenti che si imparano da giovani e che un´ ambiente sportivo “sano “deve insegnare. Purtroppo non è sempre il caso, basti pensare a dichiarazioni e azioni di allenatori delle squadre giovanili nei confronti degli arbitri.
Diritto di essere circondato ed allenato da persone competenti:
bisogna riconoscere che chi si occupa di giovani lo fa investendo tempo e volontà´, ciò´ non toglie tuttavia che egli deve formarsi, conoscere i principi dello sviluppo fisiologico e psicologico onde evitare grossolani errori.
Diritto di essere trattato con dignità:
il ragazzo non è un essere inferiore e l´autorità non è quella dell´adulto che urla ,punisce, minaccia. Lo sport a livello giovanile non dovrebbe essere fonte di frustrazione e di delusione ma di piacere e di progresso e spetta dunque all´adulto creare le condizioni favorevoli all´ottenimento di questi obbiettivi.
Diritto di misurarsi con giovani di pari forza:
è senz´altro interessante per il giovane essere confrontato all´insuccesso nello sport, tuttavia, se egli viene costantemente messo a confronto con avversari che non hanno le sue stesse possibilità di successo, la sua esperienza potrà essere quella o di sentirsi impotente o di sentirsi imbattibile, ciò´ non è molto utile dal punto di vista educativo.
Diritto di partecipare a competizioni adeguate alla sua età:
esistono esempi positivi di come si possa rispettare questo diritto. In molti sport infatti si sono introdotte competizioni specialmente rivolte ai giovani ( mini-tennis, mini-basket, mini-calcio, ecc.),gare dunque piu´ consone alle caratteristiche spazio-temporali del bambino e del ragazzo.
Diritto di praticare sport in assoluta sicurezza:
ancora troppo spesso si constatano incidenti a causa di negligenze dell´adulto. Bisogna tuttavia riconoscere che in questi ultimi anni molto si è fatto in questo ambito ( adattamento delle infrastrutture, assistenza medica).
Diritto di avere i giusti tempi di riposo:
ciò significa proporre un programma di addestramento ben equilibrato che consenta momenti di recupero.
Diritto di non essere un campione:
il ragazzo va considerato non solo in virtu´ di una buona competenza sportiva o di una qualsiasi eccellenza dei suoi risultati, ma anche e soprattutto con i suoi limiti e la sua inesperienza. Ma e´ anche il diritto di essere un campione, se il giovane ne ha il talento e la voglia, a condizione che non serva unicamente ad appagare l´ambizione dei genitori, allenatori o dirigenti.


3.8 UNA LETTERA PER RIFLETTERE
CARO PAPA´
Lettera inviata da alcune società sportive ai genitori dei bambini iscritti, con l´obiettivo di dare uno spunto di riflessione e di diffondere tra le famiglie una sana mentalità della pratica sportiva.

Caro papà, lo sai papà che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia, quando ti sei arrampicato sulla rete di recinzione, urlando contro l´arbitro? Io non ti avevo mai visto così arrabbiato! Forse sarà anche vero che lui (l´arbitro) ha sbagliato; ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu mi dicessi niente. Anche se ho perso la partita "per colpa dell´arbitro", come dici tu mi sono divertito lo stesso. Ho ancora molte gare da giocare e sono sicuro che se non griderai più, l´arbitro sbaglierà di meno... Papà, capisci, io voglio solo giocare, ti prego, lasciamela questa gioia, non darmi suggerimenti che mi fanno solo innervosire; "tiraaa", "passaaaaa", "fai tutto da solo", "buttalo giù". Mi hai sempre insegnato a rispettare tutti, anche l´arbitro e gli avversari e di essere sempre educato... E se "buttassero giù" me, quante parolacce diresti? Un´altra cosa, papà: quando il mister mi sostituisce o non mi fa giocare, non arrabbiarti. Io mi diverto anche a guardare i miei amici, stando seduto in panchina. Siamo in tanti ed è giusto far giocare tutti (come dice il mio mister). E per piacere insegnami a pulire le mie scarpe da calcio. Non è bello che tu lo faccia al posto mio, ti pare? Scusami, papà, ma non dire alla mamma al ritorno dalla partita: "oggi ha vinto" o "ha perso"; dille solo che mi sono divertito tante e basta. E poi non raccontare, ti prego, che ho vinto perché ho fatto un goal bellissimo: non è vero papà! Ho buttato il pallone dentro la porta perché il mio amico mi ha fatto un bel passaggio, il mio portiere ha parato tutto, perché assieme agli altri miei amici, ci siamo impegnati moltissimo: per questo abbiamo vinto (ce l´ha detto il mister). E ascoltami papà: al termine della partita, non venire nello spogliatoio per vedere se faccio la doccia o se so vestirmi. Che importanza ha se mi metto la maglietta storta? Papà devo imparare da solo! Sta sicuro che diventerò grande anche se avrò la maglietta rovesciata, ti sembra? E lascia portare a me il borsone: vedi? C´è stampato il nome della mia squadra e mi fa piacere far vedere a tutti che io gioco a pallone. Non prendertela papà se ti dico queste cose, lo sai che ti voglio tanto bene... ma adesso è già tardi. Devo correre al campo per l´allenamento. Se arrivo tardi il mio "mister" non mi farà giocare la prossima volta... Ciao!

4 ATTUAZ IONE DEL CODICE
4 . 1 PREVENZIONE
Nel rispetto della normativa vigente e nell´ottica della pianificazione e della gestione delle attività di Società, tese all´efficienza, alla correttezza, alla trasparenza ed alla qualità, la Società adotta misure organizzative e di gestione idonee a prevenire comportamenti illeciti o comunque contrari alle regole di questo Codice da parte di qualunque soggetto che agisca per l´ente.
4 . 2 SEGNALAZIONI
Ogni violazione dei principi e delle disposizioni contenute nel presente Codice da parte dei Destinatari, dovrà essere prontamente segnalata al Garante del Codice. Sarà compito del Garante del Codice valutare la segnalazione ed informare l´organo dirigente, suggerendo eventualmente le sanzioni da applicare. In ogni caso, le informazioni e le segnalazioni acquisite, che pervengano in forma scritta, sono considerate riservate e non possono essere divulgate, salvo i casi previsti dalla normativa vigente.
4 . 3 SANZIONI
L´osservanza delle norme contenute nel Codice deve considerarsi parte integrante ed essenziale delle obbligazioni contrattuali previste per i dipendenti della Società, ai sensi dell´art. 2104 c.c., nonché, con specifico riferimento ai tesserati, nel rispetto delle disposizioni federali vigenti. Eventuali violazioni del Codice daranno luogo all´applicazione di sanzioni nei confronti dei dipendenti, dirigenti, amministratori e sindaci della Società, anche alla stregua del sistema disciplinare definito nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo. Il procedimento di applicazione e irrogazione delle sanzioni disciplinari è definito nel Modello suddetto, nel quadro dei principi fissati dalla Legge n. 300/1970, nonché, per gli sportivi professionisti, dal relativo accordo collettivo. L´osservanza delle medesime norme deve ritenersi, inoltre, parte integrante ed essenziale delle obbligazioni contrattuali previste per i collaboratori, i consulenti esterni ed in generale le persone fisiche che intrattengono o che vorranno intrattenere rapporti commerciali con la Società per proprio conto o per conto delle persone giuridiche che rappresentano. Per tale motivo, la Società richiederà l´inserimento di una clausola specifica nei contratti già stipulati al momento della diffusione del presente Codice, nonché in quelli di futura sottoscrizione.

4 . 4 ENTRATA IN VIGORE DEL CODICE E AGGIORNAMENTI
II presente Codice viene adottato con delibera del 1 LUGLIO 2013, con efficacia immediata. Ogni aggiornamento, modifica o revisione al presente Codice deve essere approvata dall´organo dirigente. Copia del presente Codice è consegnata a tutti i Destinatari ed è disponibile per la consultazione in formato elettronico nel sito internet della Società (www.granamica.it) nonché, in formato cartaceo, negli uffici della medesima.

5 RECAPITO DEL GARANTE DEL CODICE
Chiunque abbia notizia o fondato sospetto di violazioni o elusioni dei principi contenuti nel presente Codice o delle procedure definite nel Modello di organizzazione, gestione e controllo ne farà segnalazione all´Organismo di Vigilanza (areacomunicazione@granamica.it).


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Autorizzazione generale al trattamento dei dati genetici - 24 giugno 2011
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 159 dell´11 luglio 2011)

Registro dei provvedimenti
n. 258 del 24 giugno 2011


IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

In data odierna, con la partecipazione del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;

Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali nel seguito denominato "Codice";

Visto, in particolare, l´art. 90, comma 1, del citato Codice, secondo cui il trattamento dei dati genetici da chiunque effettuato è consentito nei soli casi previsti da apposita autorizzazione rilasciata dal Garante sentito il Ministro della salute che acquisisce, a tal fine, il parere del Consiglio superiore di sanità;

Visto, altresì, l´art. 90, comma 2, del Codice, in base al quale l´autorizzazione individua anche gli ulteriori elementi da includere nell´informativa ai sensi dell´art. 13, con particolare riguardo alla specificazione delle finalità perseguite e dei risultati conseguibili anche in relazione alle notizie inattese che possono essere conosciute per effetto del trattamento dei dati e al diritto di opporsi al medesimo trattamento per motivi legittimi;

Vista l´autorizzazione generale del Garante n. 2/2005 che richiama espressamente (punto 1.4) l´autorizzazione n. 2/2002 (punto 2, lett. b)), relativa al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, secondo la quale i dati genetici trattati per fini di prevenzione, di diagnosi o di terapia nei confronti dell´interessato, ovvero per finalità di ricerca scientifica, "possono essere utilizzati unicamente per tali finalità o per consentire all´interessato di prendere una decisione libera e informata, ovvero per finalità probatorie in sede civile o penale, in conformità alla legge";

Vista l´autorizzazione al trattamento dei dati genetici del 22 febbraio 2007 rilasciata dal Garante, ai sensi dell´art. 90 del Codice, in sostituzione delle prescrizioni già impartite in materia di dati genetici con la citata autorizzazione generale richiamata dall´autorizzazione n. 2/2005, dopo aver sentito il Ministro della salute, che ha acquisito il parere del Consiglio superiore di sanità;

Considerata la necessità di assicurare, nella disciplina del trattamento dei dati personali, un elevato livello di tutela per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità delle persone e, in particolare, per il diritto alla protezione dei dati personali sancito all´art. 1 del Codice; ciò, anche riducendo al minimo i rischi di danno o di pericolo valutati sulla base delle raccomandazioni adottate in materia di dati sanitari dal Consiglio d´Europa e, in particolare, dalla Raccomandazione n. R(97) 5; rilevato che in base a quest´ultima sono considerati dati genetici tutti i dati, di qualunque tipo, che riguardano i caratteri ereditari di un individuo o che sono in rapporto con i caratteri che formano il patrimonio di un gruppo di individui affini (par. 1), dati che, nel quadro della più ampia categoria dei "dati sanitari", possano essere trattati solo a determinate condizioni (par. 1);

Rilevato che la Raccomandazione del Consiglio d´Europa n. R(92) 3 sui test e gli screening genetici a fini di cura afferma (principio n. 8) che la raccolta e la conservazione di sostanze e di campioni biologici, così come il trattamento dei dati che ne derivano, devono essere effettuati in conformità ai principi fondamentali di protezione e di sicurezza dei dati stabiliti dalla Convenzione per la protezione degli individui con riguardo al trattamento automatizzato dei dati personali n. 108 del 28 gennaio 1981, nonché dalle pertinenti raccomandazioni del Comitato dei ministri in materia;

Rilevato che, riguardo al trattamento dei dati genetici, sono desumibili altri importanti princìpi da alcune fonti internazionali e comunitarie tra le quali figurano:

a) la Convenzione sui diritti dell´uomo e sulla biomedicina, fatta a Oviedo il 4 aprile 1997, che vieta qualsiasi forma di discriminazione nei confronti di una persona in ragione del suo patrimonio genetico (art. 11) e limita l´espletamento di test genetici predittivi ai soli fini medici o di ricerca medica e sulla base di una consulenza genetica appropriata (art. 12);

b) la Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti umani dell´Unesco dell´11 novembre 1997, che sancisce il diritto della persona al rispetto della dignità e dei propri diritti indipendentemente dalle sue caratteristiche genetiche (art. 2) e vieta ogni discriminazione basata sulle caratteristiche genetiche che abbia per fine o sortisca l´effetto di violare i diritti umani, le libertà fondamentali e la dignità umana (art. 6);

c) la Carta dei diritti fondamentali dell´Unione europea, proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000, che vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sulle caratteristiche genetiche (art. 21);

d) la direttiva 2004/23/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004, che prescrive l´adozione di misure necessarie di protezione dei dati, compresi quelli genetici, e di altre misure di salvaguardia relativamente ad informazioni raccolte nell´ambito di attività di donazione, approvvigionamento, controllo, lavorazione, conservazione, stoccaggio e distribuzione di tessuti e cellule umani destinati ad applicazioni sull´uomo, nonché di prodotti fabbricati derivati da tessuti e cellule umani destinati ad applicazioni sull´uomo (art. 14);

e) la Convenzione sui diritti dell´uomo e sulla biomedicina (art. 10), la Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti umani (art. 5, lett. c)) e la Dichiarazione internazionale sui dati genetici umani dell´Unesco del 16 ottobre 2003 (art. 10), le quali riconoscono, con diverso ambito, il diritto di ogni individuo di essere o non essere informato dei risultati degli esami genetici e delle loro conseguenze (ovvero dei risultati della ricerca medica e scientifica laddove i dati genetici, i dati proteomici dell´individuo o i campioni biologici siano utilizzati per tali scopi);

f) il Codice di condotta dell´Organizzazione internazionale del lavoro sulla protezione dei dati personali dei lavoratori (novembre 1996), in base al quale lo svolgimento di screening genetici sui lavoratori dovrebbe essere vietato o limitato a casi specifici autorizzati espressamente dalla legge (art. 6.12);

g) la Dichiarazione di Helsinki dell´Associazione medica mondiale (giugno 1964 e successive modificazioni), in base alla quale occorre acquisire l´assenso della persona legalmente incapace, in aggiunta a quello del legale rappresentante, laddove la stessa sia in grado di esprimere il proprio assenso a partecipare ad una ricerca (par. 25);

h) il documento di lavoro sui dati genetici adottato il 17 marzo 2004 (Wp 91) dal Gruppo per la tutela delle persone con riguardo al trattamento dei dati personali, istituito dall´art. 29 direttiva n. 95/46/Ce che, nell´individuare le necessarie garanzie in materia di dati genetici, afferma la necessità di prendere in considerazione e di disciplinare anche lo statuto giuridico dei campioni biologici, suscettibili anch´essi di costituire una fonte di dati personali;

i) la Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti umani dell´Unesco dell´11 novembre 1997 (art. 5, lett. e)), il Protocollo addizionale alla Convenzione sui diritti dell´uomo e sulla biomedicina relativo alla ricerca biomedica del 25 gennaio 2005 (art. 15), la Dichiarazione universale sulla bioetica e i diritti umani dell´Unesco del 19 ottobre 2005 (art. 7) e il Protocollo addizionale alla Convenzione sui diritti dell´uomo e sulla biomedicina relativo ai test genetici per fini medici del 27 novembre 2008 (artt. 10 ss.), che fissano particolari cautele per le ricerche genetiche che coinvolgono persone incapaci di fornire il proprio consenso;

l) la Dichiarazione internazionale sui dati genetici umani dell´Unesco (art. 18) e la Raccomandazione del Consiglio d´Europa n. R(2006) 4 sulla ricerca su materiale biologico di origine umana (principio n. 16) che evidenziano l´esigenza di regolare il trasferimento all´estero del materiale biologico e dei relativi dati personali garantendo che i paesi di destinazione assicurino una protezione adeguata;

Visti il d. lg. 24 giugno 2003, n. 211 e successive modificazioni, il d.lg. 6 novembre 2007, n. 200, nonché i decreti ministeriali in materia di sperimentazioni cliniche di medicinali e, in particolare, il d.m. 21 dicembre 2007 recante "Modalità di inoltro della richiesta di autorizzazione all´Autorità competente, per la comunicazione di emendamenti sostanziali e la dichiarazione di conclusione della sperimentazione clinica e per la richiesta di parere al comitato etico";

Vista la legge 19 febbraio 2004, n. 40, recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita";

Visto, altresì, l´Accordo del 15 luglio 2004 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante le "Linee-guida per le attività di genetica medica" (in G.U. 23-9-2004, n. 224);

Vista la legge 6 marzo 2001, n. 52 recante "Riconoscimento del Registro nazionale italiano dei donatori di midollo osseo";

Vista la legge 21 ottobre 2005, n. 219, che disciplina le attività trasfusionali e la produzione nazionale degli emoderivati, l´ordinanza del Ministro della salute del 26 febbraio 2009 recante "Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale" (in G.U. 10-3-2009, n. 57), nonché il d.m. 18 novembre 2009 recante "Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo - dedicato";

Visti il d.lg. 6 novembre 2007, n. 191 e il d.lg. 25 gennaio 2010, n. 16 in materia di qualità e di sicurezza per la donazione, l´approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani;

Visto il d.lg. 20 dicembre 2007, n. 261 recante revisione del d.lg. 19 agosto 2005, n. 191 di attuazione della direttiva 2002/98/CE che stabilisce norme di qualità e di sicurezza per la raccolta, il controllo, la lavorazione, la conservazione e la distribuzione del sangue umano e dei suoi componenti;

Visto il d.lg. 4 marzo 2010, n. 28 di attuazione dell´art. 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali e il d.m. del 18 ottobre 2010, n. 180 emanato ai sensi dell´art. 16 del predetto decreto legislativo;

Considerato che il procedimento di mediazione può comportare il trattamento di dati genetici riferiti alle parti della mediazione e ad altri soggetti eventualmente coinvolti nel procedimento medesimo, in conformità alla legge (si pensi, ad esempio, ai procedimenti inerenti il risarcimento del danno da responsabilità medica);

Ritenuto pertanto necessario autorizzare al trattamento di dati genetici gli organismi di cui all´art. 1, comma 1, del d.lg. n. 28/2010 ove ciò sia strettamente indispensabile per l´espletamento delle attività inerenti all´esercizio della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali in conformità alla legge e secondo le prescrizioni già indicate, per gli organismi privati, nell´autorizzazione generale al trattamento dei dati sensibili nell´attività di mediazione rilasciata dal Garante il 21 aprile 2011 e, per gli organismi pubblici, nel provvedimento adottato dal Garante nella stessa data che individua i tipi di dati e di operazioni eseguibili in relazione alla finalità di rilevante interesse pubblico di cui all´art. 71, comma 1, lett. b) del Codice;

Considerato che, ai sensi degli artt. 76 e 81 del Codice, gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici possono trattare i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute per finalità di tutela della salute o dell´incolumità fisica dell´interessato solo con il consenso di quest´ultimo, oppure (quando occorre tutelare la salute o l´incolumità fisica di un terzo o della collettività) anche senza il consenso dell´interessato, ma previa autorizzazione del Garante;

Considerato che gli artt. 77, 78 e 79 del Codice prevedono modalità semplificate per l´informativa di cui all´art. 13 del medesimo Codice da parte degli esercenti la professione sanitaria e degli organismi sanitari pubblici;

Visto il provvedimento del Garante del 19 luglio 2006 (in www.garanteprivacy.it, doc. web n. 1318699), con il quale, ai sensi degli artt. 78, comma 3, e 13, comma 3, del Codice, sono stati indicati gli elementi essenziali che il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta devono includere nell´informativa da fornire all´interessato relativamente al trattamento dei dati personali;

Viste le "Linee guida per il trattamento di dati personali nell´ambito di sperimentazioni cliniche di medicinali" adottate dal Garante con deliberazione n. 52 del 24 luglio 2008;

Considerato che, ai sensi degli artt. 23 e 26 del Codice, i privati e gli enti pubblici economici possono trattare i dati sensibili solo previa autorizzazione del Garante e, ove richiesto, con il consenso scritto dell´interessato;

Considerato che un elevato numero di trattamenti di dati genetici è effettuato per finalità di prevenzione, di diagnosi o di terapia nei confronti dell´interessato e per finalità di ricerca scientifica;

Considerato che l´art. 40 del Codice prevede il rilascio di autorizzazioni di carattere generale relative a determinate categorie di titolari o di trattamenti e che tali autorizzazioni sinora rilasciate sono risultate un idoneo strumento per prescrivere misure uniformi a garanzia degli interessati;

Considerato che la specifica autorizzazione prevista dall´art. 90 del Codice, rilasciata dal Garante il 22 febbraio 2007, la cui efficacia è stata prorogata da ultimo al 30 giugno 2010, è risultata uno strumento idoneo per prescrivere misure uniformi a garanzia degli interessati, rendendo altresì superflua la richiesta di singoli provvedimenti di autorizzazione da parte di numerosi titolari del trattamento;

Ritenuto opportuno rilasciare una nuova autorizzazione in sostituzione di quella in scadenza il 30 giugno 2011, armonizzando le prescrizioni già impartite alla luce dell´esperienza maturata e delle osservazioni formulate da parte di qualificati esperti della materia riguardanti in particolare: l´aggiornamento delle definizioni utilizzate, i trattamenti effettuati per la tutela della salute di familiari in assenza del consenso dell´interessato, le ricerche scientifiche che coinvolgono minori o altri soggetti vulnerabili senza comportare per loro alcun beneficio diretto, nonché la comunicazione ai familiari di dati genetici indispensabili per evitare un grave pregiudizio per la loro salute;

Ritenuto opportuno che anche tale nuova autorizzazione sia provvisoria e a tempo determinato, ai sensi dell´art. 41, comma 5, del Codice e, in particolare, efficace per il periodo di diciotto mesi;

Ritenuto, altresì, opportuno stabilire che qualora alla data di pubblicazione della presente autorizzazione il trattamento non sia già conforme alle nuove prescrizioni rispetto a quelle contenute nel precedente testo, il titolare deve adeguarsi ad esse entro il 30 ottobre 2011;

Ritenuto opportuno prendere in considerazione con separato provvedimento il trattamento dei dati genetici effettuato da parte delle categorie di soggetti pubblici ricompresi nei titoli I, II, e III della parte II del Codice, fatto salvo quanto previsto dall´art. 16 della legge 30 giugno 2009 per la disciplina della banca dati nazionale del Dna per finalità di accertamento e repressione dei reati;

Ritenuto, all´esito dell´esperienza applicativa emersa in recenti casi di contenzioso, che le espressioni contenute nella presente autorizzazione e inerenti all´esercizio di un diritto in sede giudiziaria (punto "2) Ambito di applicazione" e punto "3) Finalità del trattamento") devono intendersi riferite al difensore, ai suoi collaboratori, alle parti e a ogni altro soggetto che effettui il trattamento per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria;

Considerato che, fuori dei casi appena indicati, ulteriori trattamenti di dati genetici non ricompresi nella presente autorizzazione non risultano allo stato leciti, anche in riferimento all´attività dei datori di lavoro volta a determinare l´attitudine professionale di lavoratori o di candidati all´instaurazione di un rapporto di lavoro, anche se basata sul consenso dell´interessato, nonché all´attività delle imprese di assicurazione;

Visti gli artt. 41 e 167 del Codice;

Ritenuto opportuno che anche la presente autorizzazione sia a tempo determinato e riservata ogni determinazione in ordine alla sua integrazione o modifica anche in relazione al rapido sviluppo della ricerca e delle tecnologie applicate alla genetica e all´evolversi delle conoscenze nel settore;

Visto, altresì, l´art. 11, comma 2, del Codice, il quale stabilisce che i dati trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento di dati personali non possono essere utilizzati;

Visti gli articoli 31 e seguenti del Codice e il disciplinare tecnico di cui all´Allegato B al medesimo Codice, recanti disposizioni e regole sulle misure di sicurezza;

Sentito il Ministro della salute, che ha acquisito il parere del Consiglio superiore di sanità, ai sensi dell´art. 90 del Codice;

Visti gli altri atti d´ufficio;

Viste le osservazioni dell´Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell´art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il dott. Giuseppe Fortunato;

autorizza

ai sensi degli articoli 26, 40, 41 e 90 del Codice il trattamento dei dati genetici da parte dei soggetti sottoindividuati, secondo le prescrizioni di seguito indicate.

Prima di iniziare o proseguire il trattamento i sistemi informativi e i programmi informatici sono configurati riducendo al minimo l´utilizzazione di dati personali e di dati identificativi, in modo da escluderne il trattamento quando le finalità perseguite nei singoli casi possono essere realizzate mediante, rispettivamente, dati anonimi od opportune modalità che permettano di identificare l´interessato solo in caso di necessità, in conformità all´art. 3 del Codice.

1) Definizioni.
Ai fini della presente autorizzazione si intende per:

a) dato genetico, il risultato di test genetici o ogni altra informazione che, indipendentemente dalla tipologia, identifica le caratteristiche genotipiche di un individuo trasmissibili nell´ambito di un gruppo di persone legate da vincoli di parentela;

b) campione biologico, ogni campione di materiale biologico da cui possono essere estratti dati genetici caratteristici di un individuo;

c) test genetico, l´analisi a scopo clinico di uno specifico gene o del suo prodotto o funzione o di altre parti del Dna o di un cromosoma, volta a effettuare una diagnosi o a confermare un sospetto clinico in un individuo affetto (test diagnostico), oppure a individuare o escludere la presenza di una mutazione associata ad una malattia genetica che possa svilupparsi in un individuo non affetto (test presintomatico) o, ancora, a valutare la maggiore o minore suscettibilità di un individuo a sviluppare malattie multifattoriali (test predittivo o di suscettibilità);

d) test farmacogenetico, il test genetico finalizzato all´identificazione di specifiche variazioni nella sequenza del Dna in grado di predire la risposta "individuale" a farmaci in termini di efficacia e di rischio relativo di eventi avversi;

e) test farmacogenomico, il test genetico finalizzato allo studio globale delle variazioni del genoma o dei suoi prodotti correlate alla scoperta di nuovi farmaci e all´ulteriore caratterizzazione dei farmaci autorizzati al commercio;

f) test sulla variabilità individuale, i test genetici che comprendono: il test di parentela volto alla definizione dei rapporti di parentela; il test ancestrale volto a stabilire i rapporti di una persona nei confronti di un antenato o di una determinata popolazione o quanto del suo genoma sia stato ereditato dagli antenati appartenenti a una particolare area geografica o gruppo etnico; il test di identificazione genetica volto a determinare la probabilità con la quale un campione o una traccia di DNA recuperato da un oggetto o altro materiale appartenga a una determinata persona;

g) screening genetico, il test genetico effettuato su popolazioni o su gruppi definiti, comprese le analisi familiari finalizzate a identificare -mediante "screening a cascata"- le persone potenzialmente a rischio di sviluppare la malattia genetica, al fine di delinearne le caratteristiche genetiche comuni o di identificare precocemente soggetti affetti o portatori di patologie genetiche o di altre caratteristiche ereditarie;

h) consulenza genetica, le attività di comunicazione volte ad aiutare l´individuo o la famiglia colpita da patologia genetica a comprendere le informazioni mediche che includono la diagnosi e il probabile decorso della malattia, le forme di assistenza disponibili, il contributo dell´ereditarietà al verificarsi della malattia, il rischio di ricorrenza esistente per sé e per altri familiari e l´opportunità di portarne a conoscenza questi ultimi, nonché tutte le opzioni esistenti nell´affrontare il rischio di malattia e l´impatto che tale rischio può avere su scelte procreative; nell´esecuzione di test genetici tale consulenza comprende inoltre informazioni sul significato, i limiti, l´attendibilita´ e la specificita´ del test nonché le implicazioni dei risultati; a tale processo partecipano, oltre al medico e/o al biologo specialisti in genetica medica, altre figure professionali competenti nella gestione delle problematiche psicologiche e sociali connesse alla genetica;

i) informazione genetica, le attività volte a fornire informazioni riguardanti le specifiche caratteristiche degli screening genetici.

2) Ambito di applicazione.
La presente autorizzazione è rilasciata:

a) agli esercenti le professioni sanitarie, in particolare ai genetisti medici, limitatamente ai dati e alle operazioni indispensabili per esclusive finalità di tutela della salute dell´interessato o di un terzo appartenente alla stessa linea genetica dell´interessato;

b) agli organismi sanitari pubblici e privati, in particolare alle strutture cliniche di genetica medica, limitatamente ai dati e alle operazioni indispensabili per esclusive finalità di tutela della salute dell´interessato o di un terzo appartenente alla stessa linea genetica dell´interessato;

c) a laboratori di genetica medica, limitatamente alle operazioni indispensabili rispetto a dati, parimenti indispensabili, destinati ad essere trattati per esclusive finalità di prevenzione e di diagnosi genetica nei confronti dell´interessato, o destinati ad essere utilizzati ad esclusivi fini di svolgimento delle indagini difensive o per far valere o difendere un diritto anche da parte di un terzo in sede giudiziaria o, ad esclusivi fini di ricongiungimento familiare, per l´accertamento della sussistenza di vincoli di consanguineità di cittadini di Stati non appartenenti all´Unione europea, apolidi e rifugiati;

d) alle persone fisiche o giuridiche, agli enti o agli istituti di ricerca, alle associazioni e agli altri organismi pubblici e privati aventi finalità di ricerca, limitatamente ai dati e alle operazioni indispensabili per esclusivi scopi di ricerca scientifica, anche statistica, finalizzata alla tutela della salute dell´interessato, di terzi o della collettività in campo medico, biomedico ed epidemiologico, nell´ambito delle attività di pertinenza della genetica medica, nonché per scopi di ricerca scientifica volti a sviluppare le tecniche di analisi genetica;

e) agli psicologi, ai consulenti tecnici e ai loro assistenti, nell´ambito di interventi pluridisciplinari di consulenza genetica, limitatamente ai dati e alle operazioni indispensabili per esclusive finalità di consulenza nei confronti dell´interessato o dei suoi familiari;

f) ai farmacisti, limitatamente ai dati e alle operazioni indispensabili per esclusive finalità di adempimento agli obblighi derivanti da un rapporto di fornitura di farmaci all´interessato;

g) ai difensori, anche a mezzo di sostituti, consulenti tecnici e investigatori privati autorizzati, limitatamente alle operazioni e ai dati indispensabili per esclusive finalità di svolgimento di investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000 n. 397; è altresì rilasciata per far valere o difendere un diritto anche da parte di un terzo- in sede giudiziaria, sempre che il diritto sia di rango almeno pari a quello dell´interessato e i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento;

h) agli organismi di mediazione pubblici e privati limitatamente alle operazioni e ai dati indispensabili per esclusive finalità di espletamento delle attività inerenti all´esercizio della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali ai sensi del d.lg. 4 marzo 2010, n. 28 e successive modifiche e integrazioni, in conformità alla legge e nel rispetto, per gli organismi privati, delle prescrizioni dell´autorizzazione generale al trattamento dei dati sensibili nell´attività di mediazione del 21 aprile 2011 e, per gli organismi pubblici, del provvedimento del 21 aprile 2011 che individua i tipi di dati e di operazioni eseguibili in relazione alla finalità di rilevante interesse pubblico di cui all´art. 71, comma 1, lett. b) del Codice;

i) agli organismi internazionali ritenuti idonei dal Ministero degli affari esteri e alle rappresentanze diplomatiche o consolari per il rilascio delle certificazioni (allo stato disciplinate dall´art. 49 d.P.R. 5 gennaio 1967, n. 200) ad esclusivi fini di ricongiungimento familiare e limitatamente ai casi in cui l´interessato non possa fornire documenti ufficiali che provino i suoi vincoli di consanguineità, in ragione del suo status, ovvero della mancanza di un´autorità riconosciuta o della presunta inaffidabilità dei documenti rilasciati dall´autorità locale.

3) Finalità del trattamento.

3.1 Possono essere trattati dati genetici e utilizzati campioni biologici inerenti alle seguenti finalità che non possano essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati o campioni anonimi o di dati personali non genetici:

a) tutela della salute, con particolare riferimento alle patologie di natura genetica e alla tutela dell´identità genetica dell´interessato, con il suo consenso, salvo quanto previsto dagli artt. 26 e 82 del Codice in riferimento al caso in cui l´interessato non possa prestare il proprio consenso per incapacità d´agire, impossibilità fisica o incapacità di intendere o di volere;

b) tutela della salute, con particolare riferimento alle patologie di natura genetica e tutela dell´identità genetica di un terzo appartenente alla stessa linea genetica dell´interessato con il consenso di quest´ultimo; nel caso in cui il consenso dell´interessato non sia prestato o non possa essere prestato per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità d´intendere o di volere, nonché per effettiva irreperibilità, il trattamento può essere effettuato limitatamente a dati genetici disponibili qualora sia indispensabile per consentire al terzo di compiere una scelta riproduttiva consapevole o sia giustificato dalla necessità, per il terzo, di interventi di natura preventiva o terapeutica. Nel caso in cui l´interessato sia deceduto, il trattamento può comprendere anche dati genetici estrapolati dall´analisi dei campioni biologici della persona deceduta, sempre che sia indispensabile per consentire al terzo di compiere una scelta riproduttiva consapevole o sia giustificato dalla necessità, per il terzo, di interventi di natura preventiva o terapeutica;

c) ricerca scientifica e statistica, finalizzata alla tutela della salute dell´interessato, di terzi o della collettività in campo medico, biomedico ed epidemiologico, anche nell´ambito della sperimentazione clinica di farmaci, o ricerca scientifica volta a sviluppare le tecniche di analisi genetica (sempre che la disponibilità di dati solo anonimi su campioni della popolazione non permetta alla ricerca di raggiungere i suoi scopi), da svolgersi con il consenso dell´interessato salvo che nei casi di indagini statistiche o di ricerca scientifica previste dalla legge o negli altri casi di cui al par. 8.1 della presente autorizzazione.

Nell´ambito delle finalità di cui alle precedenti lettere a) e b) del presente punto, l´autorizzazione è rilasciata anche all´esclusivo fine di consentire ai destinatari di adempiere o di esigere l´adempimento di specifici obblighi o di eseguire specifici compiti previsti dalla normativa comunitaria, da leggi o da regolamenti, in particolare in materia di igiene e di sanità pubblica, di prevenzione delle malattie professionali, di diagnosi e cura, anche per le attività trasfusionali e i trapianti di organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche, di riabilitazione degli stati di invalidità e di inabilità fisica e psichica, di tutela della salute mentale, di assistenza farmaceutica, in conformità alla legge. Il trattamento può riguardare anche la compilazione di cartelle cliniche, di certificati e di altri documenti di tipo sanitario.

Il trattamento di dati genetici e l´utilizzo di campioni biologici per l´esecuzione di test presintomatici e di suscettibilità sono consentiti limitatamente al perseguimento di finalità di tutela della salute, anche per compiere scelte riproduttive consapevoli e per scopi di ricerca finalizzata alla tutela della salute.

3.2 La presente autorizzazione è rilasciata, altresì, quando il trattamento dei dati genetici sia indispensabile:

a) per lo svolgimento da parte del difensore delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, anche a mezzo di sostituti, di consulenti tecnici e investigatori privati autorizzati, o, comunque, per far valere o difendere un diritto anche da parte di un terzo in sede giudiziaria, anche senza il consenso dell´interessato eccetto il caso in cui il trattamento presupponga lo svolgimento di test genetici. Ciò, sempre che il diritto da far valere o difendere sia di rango pari a quello dell´interessato, ovvero consistente in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile e i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Il trattamento deve essere comunque effettuato nel rispetto delle autorizzazioni generali del Garante al trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti e da parte degli investigatori privati (allo stato, autorizzazioni nn. 4 e 6/2011). Il trattamento può comprendere anche le informazioni relative a stati di salute pregressi o relative ai familiari dell´interessato;

b) per adempiere o per esigere l´adempimento di specifici obblighi o per eseguire specifici compiti previsti espressamente dalla normativa comunitaria, da leggi o da regolamenti in materia di previdenza e assistenza o in materia di igiene e sicurezza del lavoro o della popolazione, anche senza il consenso dell´interessato, nei limiti previsti dall´autorizzazione generale del Garante al trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro (allo stato, l´autorizzazione n. 1/2011) e ferme restando le disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta di cui all´articolo 111 del Codice. Il trattamento può comprendere anche le informazioni relative a stati di salute pregressi o relative ai familiari dell´interessato;

c) per l´accertamento dei vincoli di consanguineità per il ricongiungimento familiare di cittadini di Stati non appartenenti all´Unione europea, apolidi e rifugiati (attualmente disciplinato dal d.lg. 25 luglio 1998, n. 286). Non si considerano, in particolare, indispensabili i trattamenti di dati genetici effettuati nonostante la disponibilità di procedure alternative che non comportano il trattamenti dei dati medesimi.

4) Modalità di trattamento.
I destinatari della presente autorizzazione conformano il prelievo e l´utilizzo dei campioni biologici e il trattamento dei dati genetici secondo modalità volte a prevenire la violazione dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità degli interessati. Tali attività sono effettuate, comunque, in modo lecito e secondo correttezza, nonché per scopi determinati in conformità alla presente autorizzazione e resi noti all´interessato nei modi indicati al successivo punto 5.

Sono predisposte specifiche misure per accertare univocamente l´identità del soggetto al quale viene prelevato il materiale biologico per l´esecuzione dell´analisi (art. 11, comma 1, lett. c), del Codice).

Il trattamento dei dati genetici è effettuato unicamente con operazioni, nonché con logiche e mediante forme di organizzazione dei dati strettamente indispensabili in rapporto ai sopra indicati obblighi, compiti o finalità.
Restano fermi gli obblighi deontologici relativi alle singole figure professionali oggetto della presente autorizzazione.

4.1) Raccolta e conservazione.
La raccolta di dati genetici effettuata per l´esecuzione di test e di screening genetici è limitata alle sole informazioni personali e familiari strettamente indispensabili all´esecuzione dell´analisi (art. 11, comma 1, lett. d), del Codice).
In particolare, nei trattamenti effettuati mediante test sulla variabilità individuale non sono raccolti dati sullo stato di salute o su altre caratteristiche degli interessati, ad eccezione del sesso. Il campione è prelevato da un incaricato del laboratorio di genetica medica o da un medico da esso designato ovvero, in caso di ricongiungimento familiare, da esercenti le professioni sanitarie appositamente incaricati dalle rappresentanze diplomatiche o consolari o da organismi internazionali ritenuti idonei dal Ministero degli affari esteri.

4.2) Ricerca scientifica e statistica.
La ricerca scientifica e statistica, per il cui svolgimento è consentito il trattamento dei dati genetici e l´utilizzo dei campioni biologici, è effettuata, altresì, sulla base di un progetto redatto conformemente agli standard del pertinente settore disciplinare, anche al fine di documentare che il trattamento dei dati e l´utilizzo dei campioni biologici sia effettuato per idonei ed effettivi scopi scientifici. Possono essere utilizzati a tal fine i dati e i campioni biologici strettamente pertinenti agli scopi perseguiti, avuto riguardo ai dati disponibili e ai trattamenti già effettuati dallo stesso titolare, nonché all´esistenza di altre modalità che permettano di raggiungere gli scopi della ricerca mediante dati personali diversi da quelli identificativi o genetici, ovvero che non comportino il prelievo di campioni biologici.

Il progetto specifica le misure da adottare nel trattamento dei dati personali per garantire il rispetto della presente autorizzazione, nonché della normativa sulla protezione dei dati personali, anche per i profili riguardanti la custodia e la sicurezza dei dati e dei campioni biologici, e individua gli eventuali responsabili del trattamento (artt. 29, 31, 33, 34 e 35 del Codice e Allegato B al medesimo Codice). In particolare, laddove la ricerca preveda il prelievo e/o l´utilizzo di campioni biologici, il progetto indica l´origine, la natura e le modalità di prelievo e di conservazione dei campioni, nonché le misure adottate per garantire la volontarietà del conferimento del materiale biologico da parte dell´interessato.

Il progetto è conservato a cura del titolare in forma riservata almeno per un anno dopo la conclusione della ricerca. Il titolare fornisce le informazioni contenute nel progetto agli interessati che ne facciano richiesta.

Quando le finalità della ricerca possono essere realizzate soltanto tramite l´identificazione anche temporanea degli interessati, il titolare adotta specifiche misure per mantenere separati i dati identificativi dai campioni biologici e dalle informazioni genetiche già al momento della raccolta, salvo che ciò risulti impossibile in ragione delle particolari caratteristiche del trattamento o richieda un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato.

4.3) Misure di sicurezza.
Per la custodia e la sicurezza dei dati genetici e dei campioni biologici sono adottate, in ogni caso, le seguenti cautele.
L´accesso ai locali è controllato mediante incaricati della vigilanza o strumenti elettronici che prevedano specifiche procedure di identificazione anche mediante dispositivi biometrici. Le persone ammesse, a qualunque titolo, dopo l´orario di chiusura, sono identificate e registrate.

La conservazione, l´utilizzo e il trasporto dei campioni biologici sono posti in essere con modalità volte anche a garantirne la qualità, l´integrità, la disponibilità e la tracciabilità.

Il trasferimento dei dati genetici in formato elettronico è effettuato con posta elettronica certificata previa cifratura delle informazioni trasmesse da realizzarsi con firma digitale. E´ ammesso il ricorso a canali di comunicazione di tipo "web application" che prevedano protocolli di comunicazione sicuri e garantiscano, previa verifica, l´identità digitale del server che eroga il servizio e della postazione client da cui si effettua l´accesso ai dati, ricorrendo a certificati digitali emessi in conformità alla legge da un´autorità di certificazione.

La consultazione dei dati genetici trattati con strumenti elettronici è consentita previa adozione di sistemi di autenticazione basati sull´uso combinato di informazioni note agli incaricati e di dispositivi, anche biometrici, in loro possesso.

I dati genetici e i campioni biologici contenuti in elenchi, registri o banche di dati, sono trattati con tecniche di cifratura o mediante l´utilizzazione di codici identificativi o di altre soluzioni che, considerato il numero dei dati e dei campioni trattati, li rendano temporaneamente inintelligibili anche a chi è autorizzato ad accedervi e permettano di identificare gli interessati solo in caso di necessità, in modo da ridurre al minimo i rischi di conoscenza accidentale e di accesso abusivo o non autorizzato. Laddove gli elenchi, i registri o le banche di dati siano tenuti con strumenti elettronici e contengano anche dati riguardanti la genealogia o lo stato di salute degli interessati, le predette tecniche devono consentire, altresì, il trattamento disgiunto dei dati genetici e sanitari dagli altri dati personali che permettono di identificare direttamente le persone interessate. Restano comunque fermi gli altri obblighi previsti dagli articoli 11, 14, 22 e 31 e seguenti del Codice e le modalità tecniche in materia di misure minime di sicurezza indicate nel disciplinare tecnico allegato al medesimo Codice, anche per ciò che attiene alla conservazione e al trasporto dei dati all´esterno dei locali protetti e all´accesso controllato a tali locali. Tali obblighi vanno osservati anche in riferimento ai campioni biologici.

5) Informativa.
Salvo che per i trattamenti non sistematici di dati genetici effettuati dal medico di medicina generale e dal pediatra di libera scelta nell´ambito degli ordinari rapporti con l´interessato per la tutela della salute e dell´incolumità fisica di quest´ultimo, l´informativa evidenzia, oltre agli elementi previsti in base agli artt. 13, 77 e 78 del Codice:

a) l´esplicitazione analitica di tutte le specifiche finalità perseguite;

b) i risultati conseguibili anche in relazione alle notizie inattese che possono essere conosciute per effetto del trattamento dei dati genetici;

c) il diritto dell´interessato di opporsi al trattamento dei dati genetici per motivi legittimi;

d) la facoltà o meno, per l´interessato, di limitare l´ambito di comunicazione dei dati genetici e il trasferimento dei campioni biologici, nonché l´eventuale utilizzo di questi per ulteriori scopi;

e) il periodo di conservazione dei dati genetici e dei campioni biologici.

Nel caso in cui sia previsto il trasferimento di dati genetici e di campioni anche in Paesi non appartenenti all´Unione europea l´informativa deve specificare se tali Paesi non garantiscono un livello di tutela delle persone adeguato ai sensi degli artt. 43, 44 e 45 del Codice, nonché gli estremi identificativi dei soggetti destinatari dei dati e dei campioni, al fine di garantire in concreto all´interessato la possibilità di esercitare il controllo sui dati e sui campioni che lo riguardano.

Dopo il raggiungimento della maggiore età l´informativa è fornita all´interessato anche ai fini dell´acquisizione di una nuova manifestazione del consenso quando questo è necessario (art. 82, comma 4, del Codice).

Per i trattamenti effettuati per scopi di ricerca scientifica e statistica l´informativa evidenzia, altresì:

a) che il consenso è manifestato liberamente ed è revocabile in ogni momento senza che ciò comporti alcuno svantaggio o pregiudizio per l´interessato, salvo che i dati e i campioni biologici, in origine o a seguito di trattamento, non consentano più di identificare il medesimo interessato;

b) gli accorgimenti adottati per consentire l´identificabilità degli interessati soltanto per il tempo necessario agli scopi della raccolta o del successivo trattamento (art. 11, comma 1, lett. e), del Codice);

c) l´eventualità che i dati e/o i campioni biologici siano conservati e utilizzati per altri scopi di ricerca scientifica e statistica, per quanto noto, adeguatamente specificati anche con riguardo alle categorie di soggetti ai quali possono essere eventualmente comunicati i dati oppure trasferiti i campioni;

d) le modalità con cui gli interessati che ne facciano richiesta possono accedere alle informazioni contenute nel progetto di ricerca.

Per i trattamenti effettuati mediante test e screening genetici per finalità di tutela della salute, di ricerca o di ricongiungimento familiare, l´informativa è resa all´interessato prima del prelievo, ovvero dell´utilizzo del suo campione biologico qualora lo stesso sia stato già prelevato, anche in forma scritta, in modo specifico e comprensibile, anche quando il trattamento è effettuato da esercenti la professione sanitaria o da organismi sanitari pubblici e privati che abbiano informato in precedenza il medesimo interessato utilizzando le modalità semplificate previste dagli artt. 77, 78 e 79 del Codice.

I trattamenti per lo svolgimento delle investigazioni difensive o per l´esercizio di un diritto in sede giudiziaria possono essere effettuati mediante l´esecuzione di test genetici soltanto previa informativa all´interessato da rendersi con le modalità sopra indicate.

5.1) Consulenza genetica e attività di informazione.
Per i trattamenti effettuati mediante test genetici per finalità di tutela della salute o di ricongiungimento familiare è fornita all´interessato una consulenza genetica prima e dopo lo svolgimento dell´analisi. Prima dell´introduzione di screening genetici finalizzati alla tutela della salute da parte di organismi sanitari sono adottate idonee misure per garantire un´attività di informazione al pubblico in merito alla disponibilità e alla volontarietà dei test effettuati, alle specifiche finalità e conseguenze, anche nell´ambito di pubblicazioni istituzionali e mediante reti di comunicazione elettronica.

Il consulente genetista aiuta i soggetti interessati a prendere in piena autonomia le decisioni ritenute più adeguate, tenuto conto del rischio genetico, delle aspirazioni familiari e dei loro principi etico-religiosi, aiutandoli ad agire coerentemente con le scelte compiute, nonché a realizzare il miglior adattamento possibile alla malattia e/o al rischio di ricorrenza della malattia stessa.

Sono adottate cautele idonee ad evitare che la consulenza genetica avvenga in situazioni di promiscuità derivanti dalle modalità utilizzate o dai locali prescelti, nonché a prevenire l´indebita conoscenza da parte di terzi di informazioni genetiche o idonee a rivelare lo stato di salute.

Nei casi in cui il test sulla variabilità individuale è volto ad accertare la paternità o la maternità gli interessati sono, altresì, informati circa la normativa in materia di filiazione, ponendo in evidenza le eventuali conseguenze psicologiche e sociali dell´esame.

L´attuazione di ricerche scientifiche su isolati di popolazione è preceduta da un´attività di informazione presso le comunità interessate, anche mediante mezzi di comunicazione di massa su base locale e presentazioni pubbliche, volta ad illustrare la natura della ricerca, le finalità perseguite, le modalità di attuazione, le fonti di finanziamento e i rischi o benefici attesi per le popolazioni coinvolte. L´attività di informazione evidenzia anche gli eventuali rischi di discriminazione o stigmatizzazione delle comunità interessate, nonché quelli inerenti alla conoscibilità di inattesi rapporti di consanguineità e le azioni intraprese per ridurre al minimo tali rischi.

6) Consenso
In conformità a quanto previsto dagli artt. 23 e 26 del Codice, i dati genetici possono essere trattati e i campioni biologici utilizzati soltanto per gli scopi indicati nella presente autorizzazione e rispetto ai quali la persona abbia manifestato previamente e per iscritto il proprio consenso informato. In conformità all´art. 23 del Codice, il consenso resta valido solo se l´interessato è libero da ogni condizionamento o coercizione e resta revocabile liberamente in ogni momento. Nel caso in cui l´interessato revochi il consenso al trattamento dei dati per scopi di ricerca, è distrutto anche il campione biologico sempre che sia stato prelevato per tali scopi, salvo che, in origine o a seguito di trattamento, il campione non possa più essere riferito ad una persona identificata o identificabile.

Per i trattamenti effettuati mediante test genetici, compreso lo screening, anche a fini di ricerca o di ricongiungimento familiare, deve essere acquisito il consenso informato dei soggetti cui viene prelevato il materiale biologico necessario all´esecuzione dell´analisi. In questi casi, all´interessato è richiesto di dichiarare se vuole conoscere o meno i risultati dell´esame o della ricerca, comprese eventuali notizie inattese che lo riguardano, qualora queste ultime rappresentino per l´interessato un beneficio concreto e diretto in termini di terapia o di prevenzione o di consapevolezza delle scelte riproduttive.

Per le informazioni relative ai nascituri il consenso è validamente prestato dalla gestante. Nel caso in cui il trattamento effettuato mediante test prenatale possa rivelare anche dati genetici relativi alla futura insorgenza di una patologia del padre, è previamente acquisito anche il consenso di quest´ultimo.

Quando il trattamento è necessario per la salvaguardia della vita e dell´incolumità fisica dell´interessato, e quest´ultimo non può prestare il proprio consens0 per impossibilità fisica, incapacità d´agire o incapacità di intendere o di volere, il consenso è manifestato da chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l´interessato. Si applicano le disposizioni di cui all´art. 82 del Codice.

L´opinione del minore, nella misura in cui lo consente la sua età e il suo grado di maturità, è, ove possibile, presa in considerazione, restando preminente in ogni caso l´interesse del minore. Negli altri casi di incapacità, il trattamento è consentito se le finalità perseguite comportano un beneficio diretto per l´interessato e la sua opinione è, ove possibile, presa in considerazione, restando preminente in ogni caso l´interesse dell´incapace.

I dati e i campioni biologici di persone che non possono fornire il proprio consenso per incapacità, possono essere trattati per finalità di ricerca scientifica che non comportino un beneficio diretto per i medesimi interessati qualora ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni:

a) la ricerca è finalizzata al miglioramento della salute di altre persone appartenenti allo stesso gruppo d´età o che soffrono della stessa patologia o che si trovano nelle stesse condizioni e il programma di ricerca è oggetto di motivato parere favorevole del competente comitato etico a livello territoriale;

b) una ricerca di analoga finalità non può essere realizzata mediante il trattamento di dati riferiti a persone che possono prestare il proprio consenso;

c) il consenso al trattamento è acquisito da chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l´interessato;

d) la ricerca non comporta rischi significativi per la dignità, i diritti e le libertà fondamentali degli interessati.

In tali casi, resta fermo quanto sopra previsto in ordine all´esigenza di tenere in considerazione, ove possibile, l´opinione del minore o dell´incapace.

I trattamenti di dati connessi all´esecuzione di test genetici presintomatici possono essere effettuati sui minori non affetti, ma a rischio per patologie genetiche solo nel caso in cui esistano concrete possibilità di terapie o di trattamenti preventivi prima del raggiungimento della maggiore età. I test sulla variabilità individuale non possono essere condotti su minori senza che venga acquisito il consenso di ambedue i genitori, ove esercitano entrambi la potestà sul minore.

I trattamenti di dati connessi all´esecuzione di test genetici per lo svolgimento delle investigazioni difensive o per l´esercizio di un diritto in sede giudiziaria possono essere effettuati soltanto con il consenso informato della persona cui appartiene il materiale biologico necessario all´indagine, salvo che un´espressa disposizione di legge, o un provvedimento dell´autorità giudiziaria in conformità alla legge, disponga altrimenti.

7) Trattamenti in settori particolari.
I dati genetici trattati e i campioni biologici prelevati per l´esecuzione di test sulla variabilità individuale ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive o per l´esercizio di un diritto in un procedimento penale non possono essere utilizzati per altri fini. I dati trattati e i campioni biologici prelevati per l´esecuzione di test genetici a fini di prevenzione, di diagnosi o di terapia nei confronti dell´interessato o per finalità di ricerca scientifica e statistica possono essere utilizzati per lo svolgimento delle investigazioni difensive o per l´esercizio di un diritto in un procedimento penale, nel rispetto delle pertinenti disposizioni di legge.

8) Conservazione dei dati e dei campioni.
Con riferimento all´obbligo previsto dall´art. 11, comma 1, lett. e), del Codice, i campioni biologici e i dati genetici possono essere conservati per il periodo di tempo non superiore a quello strettamente necessario per adempiere agli obblighi o ai compiti indicati al punto 3 della presente autorizzazione o per perseguire le finalità ivi menzionate per le quali sono stati raccolti o successivamente utilizzati.

I campioni biologici prelevati e i dati genetici trattati per l´esecuzione di test e di screening genetici sono conservati per un periodo di tempo non superiore a quello necessario allo svolgimento dell´analisi o al perseguimento degli scopi per i quali sono stati raccolti o successivamente utilizzati.

I dati genetici trattati a fini di ricongiungimento familiare sono conservati per un periodo di tempo non superiore a quello necessario all´esame dell´istanza di ricongiungimento, salvo che per l´eventuale conservazione, a norma di legge, dell´atto o del documento che li contiene. A seguito del rigetto o dell´accoglimento dell´istanza, i campioni prelevati per l´accertamento dei vincoli di consanguineità devono essere distrutti (art. 11, comma 1, lett. e), del Codice).

Ai sensi dell´art. 11, comma 1, lett. c), d) ed e), del Codice, i soggetti autorizzati verificano periodicamente l´esattezza e l´aggiornamento dei dati, nonché la loro pertinenza, completezza, non eccedenza e indispensabilità rispetto alle finalità perseguite nei singoli casi, anche con riferimento ai dati che l´interessato fornisce di propria iniziativa. I dati che, anche a seguito delle verifiche, risultano eccedenti o non pertinenti o non indispensabili non possono essere utilizzati.

8.1) Conservazione a fini di ricerca.
I campioni biologici prelevati e i dati genetici raccolti per scopi di tutela della salute possono essere conservati ed utilizzati per finalità di ricerca scientifica o statistica, ferma restando la necessità di acquisire il consenso informato delle persone interessate, eccetto che nei casi di indagini statistiche o ricerche scientifiche previste dalla legge o limitatamente al perseguimento di scopi scientifici e statistici direttamente collegati con quelli per i quali è stato originariamente acquisito il consenso informato degli interessati. Quando a causa di particolari ragioni non è possibile informare gli interessati malgrado sia stato compiuto ogni ragionevole sforzo per raggiungerli, la conservazione e l´ulteriore utilizzo di campioni biologici e di dati genetici raccolti per la realizzazione di progetti di ricerca e indagini statistiche, diversi da quelli originari, sono consentiti se una ricerca di analoga finalità non può essere realizzata mediante il trattamento di dati riferiti a persone dalle quali può essere o è stato acquisito il consenso informato e:

a) il programma di ricerca comporta l´utilizzo di campioni biologici e di dati genetici che in origine non consentono di identificare gli interessati, ovvero che, a seguito di trattamento, non consentono di identificare i medesimi interessati e non risulta che questi ultimi abbiano in precedenza fornito indicazioni contrarie;

b) ovvero il programma di ricerca, oggetto di motivato parere favorevole del competente comitato etico a livello territoriale, è autorizzato appositamente dal Garante ai sensi dell´art. 90 del Codice.

9) Comunicazione e diffusione dei dati.
I dati genetici non possono essere comunicati e i campioni biologici non possono essere messi a disposizione di terzi salvo che sia indispensabile per il perseguimento delle finalità indicate dalla presente autorizzazione.

I dati genetici e i campioni biologici raccolti per scopi di ricerca scientifica e statistica possono essere comunicati o trasferiti a enti e istituti di ricerca, alle associazioni e agli altri organismi pubblici e privati aventi finalità di ricerca, esclusivamente nell´ambito di progetti congiunti.

I dati genetici e i campioni biologici raccolti per scopi di ricerca scientifica e statistica possono essere comunicati o trasferiti ai soggetti sopra indicati, non partecipanti a progetti congiunti, limitatamente alle informazioni prive di dati identificativi, per scopi scientifici direttamente collegati a quelli per i quali sono stati originariamente raccolti e chiaramente determinati per iscritto nella richiesta dei dati e/o dei campioni. In tal caso, il soggetto richiedente si impegna a non trattare i dati e/o utilizzare i campioni per fini diversi da quelli indicati nella richiesta e a non comunicarli o trasferirli ulteriormente a terzi.

I dati genetici raccolti a fini di ricongiungimento familiare possono essere comunicati unicamente alle rappresentanze diplomatiche o consolari competenti all´esame della documentazione prodotta dall´interessato o all´organismo internazionale ritenuto idoneo dal Ministero degli affari esteri cui questi si sia rivolto. I campioni biologici prelevati ai medesimi fini possono essere trasferiti unicamente al laboratorio designato per l´effettuazione del test sulla variabilità individuale o all´organismo internazionale ritenuto idoneo dal Ministero degli affari esteri.

Fermo restando quanto previsto dall´art. 84 del Codice, i dati genetici devono essere resi noti di regola direttamente all´interessato o a persone diverse dal diretto interessato sulla base di una delega scritta di quest´ultimo, adottando ogni mezzo idoneo a prevenire la conoscenza non autorizzata da parte di soggetti anche compresenti. La comunicazione nelle mani di un delegato dell´interessato è eseguita in plico chiuso.

Gli esiti di test e di screening genetici, nonché i risultati delle ricerche qualora comportino per l´interessato un beneficio concreto e diretto in termini di terapia, prevenzione o di consapevolezza delle scelte riproduttive, devono essere comunicati al medesimo interessato anche nel rispetto della sua dichiarazione di volontà di conoscere o meno tali eventi e, ove necessario, con un´appropriata consulenza genetica.

Gli esiti di test e di screening genetici, nonché i risultati delle ricerche, qualora comportino un beneficio concreto e diretto in termini di terapia, prevenzione o di consapevolezza delle scelte riproduttive, anche per gli appartenenti alla stessa linea genetica dell´interessato, possono essere comunicati a questi ultimi, su loro richiesta, qualora l´interessato vi abbia espressamente acconsentito oppure qualora tali risultati siano indispensabili per evitare un pregiudizio per la loro salute, ivi compreso il rischio riproduttivo, e il consenso dell´interessato non sia prestato o non possa essere prestato per effettiva irreperibilità.

In caso di ricerche condotte su popolazioni isolate, devono essere resi noti alle comunità interessate e alle autorità locali gli eventuali risultati della ricerca che rivestono un´importanza terapeutica o preventiva per la tutela della salute delle persone appartenenti a tali comunità.

I dati genetici non possono essere diffusi. I risultati delle ricerche non possono essere diffusi se non in forma aggregata, ovvero secondo modalità che non rendano identificabili gli interessati neppure tramite dati identificativi indiretti, anche nell´ambito di pubblicazioni.

Fermo restando quanto previsto al punto 5) in ordine all´informativa all´interessato, il trasferimento anche temporaneo fuori dal territorio dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di dati genetici e/o di campioni biologici, verso un Paese non appartenente all´Unione europea è consentito in conformità agli artt. 43, 44 e 45 del Codice.

10) Richieste di autorizzazione.
I titolari dei trattamenti che rientrano nell´ambito di applicazione della presente autorizzazione non sono tenuti a presentare una richiesta di autorizzazione a questa Autorità, qualora il trattamento che si intende effettuare sia conforme alle prescrizioni suddette.

Le richieste di autorizzazione pervenute o che perverranno anche successivamente alla data di adozione del presente provvedimento, devono intendersi accolte nei termini di cui al provvedimento medesimo.

Il Garante non prenderà in considerazione richieste di autorizzazione per trattamenti da effettuarsi in difformità alle prescrizioni del presente provvedimento, salvo che il loro accoglimento sia giustificato da circostanze del tutto particolari o da situazioni eccezionali non considerate nella presente autorizzazione, relative, ad esempio, al caso in cui la raccolta del consenso comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato in ragione, in particolare, del numero di persone interessate.

11) Norme finali.
Restano fermi gli obblighi previsti da norme di legge o di regolamento, ovvero dalla normativa comunitaria, che stabiliscono divieti o limiti in materia di trattamento di dati genetici.

Resta fermo per il titolare del trattamento di dati genetici l´obbligo di effettuare, nei casi previsti, la notificazione al Garante prima dell´inizio del trattamento medesimo (artt. 37 e 163 del Codice).

12) Efficacia temporale e disciplina transitoria.
La presente autorizzazione ha efficacia a decorrere dal 30 giugno 2011 fino al 31 dicembre 2012, salve eventuali modifiche che il Garante ritenga di dover apportare in conseguenza di eventuali novità normative rilevanti in materia.

Qualora alla data di pubblicazione della presente autorizzazione il trattamento non sia già conforme alle nuove prescrizioni rispetto a quelle contenute nel precedente testo, il titolare deve adeguarsi ad esse entro il 30 ottobre 2011.

La presente autorizzazione sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 24 giugno 2011

IL PRESIDENTE
Pizzetti

IL RELATORE
Fortunato

IL SEGRETARIO GENERALE
De Paoli
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